Ambiente

Dove vanno gli insetti in inverno?

Durante la stagione fredda molti insetti sembrano sparire: in realtà adottano diverse strategie di sopravvivenza. Scopriamone alcune

  • 2 ore fa
In inverno la farfalla Vanessa del cardo, diffusa anche in Svizzera, vola per migliaia di chilometri verso sud per trascorrere l'inverno in alcune zone dell'Africa tropicale

In inverno la farfalla Vanessa del cardo, diffusa anche in Svizzera, vola per migliaia di chilometri verso sud per trascorrere l'inverno in alcune zone dell'Africa tropicale

  • IMAGO / Dreamstime
Di: red. giardino di Albert/Matteo Martelli 

In inverno, la natura rallenta, ma non si ferma: piante e alberi entrano in uno stato di riposo, mentre molti animali vanno in letargo o migrano verso sud alla ricerca di aree più temperate. Potrebbe sembrare che con l’arrivo del freddo gli insetti siano destinati a soccombere. In realtà, le cose stanno diversamente.

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Che fine fanno gli insetti in inverno?

La consulenza 23.01.2025, 13:00

  • TiPress
  • Carlotta Moccetti

Gli insetti sono organismi ectotermi, dipendono cioè direttamente dalle condizioni climatiche esterne per regolare il proprio sviluppo e la velocità delle attività metaboliche. In altri termini, sono esseri viventi “a sangue freddo”, sono incapaci cioè di mantenere una temperatura corporea stabile, a differenza di quanto accade ad esempio a noi mammiferi. Ecco perché gli insetti nel corso dell’inverno spariscono dalla circolazione: semplicemente, fa troppo freddo.

Il “letargo” degli insetti

Le strategie di sopravvivenza degli insetti possono variare a seconda della specie. Alcune cadono in una sorta di letargo, chiamato diapausa. Si tratta di un periodo in cui l’organismo arresta il suo sviluppo e si protegge sottoterra o in fessure e anfratti riparati e al caldo. È la ragione che spiega il ritrovamento di insetti – tipicamente cimici o coccinelle - nelle nostre case durante l’inverno. Questi insetti amano nascondersi ad esempio nei cassoni delle tapparelle.

Lo stato di diapausa, a seconda della specie, può avvenire allo stadio di uovo, larvale o di adulto. Per assicurarsi la sopravvivenza, molti insetti sono in grado inoltre di produrre molecole antigelo, come glicerolo o proteine specifiche, che aiutano a sopravvivere durante lo stato di torpore. Queste molecole hanno la funzione di abbassare il punto di congelamento dei fluidi corporei, una funzione simile a quella che svolge il liquido antigelo utilizzato nelle auto in inverno.

L’ibernazione delle formiche

In inverno, dopo aver immagazzinato e mangiato molto cibo durante l’autunno, le formiche dei boschi si ritirano nelle parti più profonde e calde del nido, circondando la regina. Lì trascorrono i mesi più freddi dell’anno in uno stato di ibernazione. Una piccola parte della popolazione rimane invece negli strati superiori del formicaio. Ai primi tepori primaverili, queste ultime fungeranno da messaggeri termici, andando a svegliare il resto del formicaio.

Tipico formicaio di formiche dei boschi

Tipico formicaio di formiche dei boschi

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Le api da miele, instancabili lavoratrici

Le api si preparano ad affrontare i mesi più freddi già a partire da agosto quando alle nostre latitudini l’apporto di polline e nettare diminuisce drasticamente. Le api operaie allora cacciano i fuchi dall’alveare. Il ruolo delle api maschio è infatti quello di accoppiarsi con la regina, e non potendo più svolgere questo compito nei mesi più freddi dell’anno, diventano inutili alla sopravvivenza della colonia. 

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Chi rimane, non va in letargo, ma quando le temperature scendono sotto i 10°C smette di raccogliere polline e nettare e assume il compito di termoregolare la temperatura dell’alveare per proteggere la regina, in una conformazione a grappolo compatto chiamato glomere. In questo periodo, le api vivono del miele prodotto e immagazzinato nel resto dell’anno. Se questo scarseggia, può capitare che gli apicoltori alimentino manualmente le api nelle casette attraverso zucchero solido.

Le zanzare sempre più presenti

Sempre più spesso, complice l’aumento delle temperature, si osservano zanzare in circolazione anche in autunno inoltrato. Se con l’arrivo del freddo la zanzara comune (Culex pipiens) affronta la diapausa restando in luoghi riparati, la zanzara tigre (Aedes albopictus), di origine tropicale, non ce la fa. In autunno, le femmine, prima di morire, depongono uova di resistenza. A questo stadio, le zanzare sono in grado di sopravvivere al gelo, e, con l’arrivo del primo caldo, migliaia di uova di zanzara tigre si schiudono.

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Il Barbastello (Barbastella barbastellus) in letargo nella fessura di un muro

I pipistrelli contro zanzare e insetti molesti

SEIDISERA 30.12.2025, 18:00

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Vanessa del cardo, la farfalla migratrice

Il comportamento invernale più sorprendente è quello delle farfalle, che possono migrare a distanze di decine di migliaia di chilometri. Un esempio è rappresentato dalla farfalla Vanessa del cardo (Vanessa cardui), frequente in Svizzera, che in autunno si lascia trascinare dal vento verso il Mediterraneo e l’Africa del nord, alla ricerca di habitat e fonti di cibo adatti alla stagione.

Vanessa del cardo

Vanessa del cardo

  • IMAGO / Depositphotos

Insomma: le strategie di sopravvivenza adottate dagli insetti in inverno ci dimostrano ancora una volta quanto l’istinto di autoconservazione della natura possa rivelarsi sorprendente. Un motivo in più per proteggere e rispettare anche quei minuscoli protagonisti silenziosi che, stagione dopo stagione, contribuiscono all’equilibrio del nostro pianeta.

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