Fragole contenenti aghi e spilli hanno preoccupato negli scorsi mesi molti australiani che avevano rinunciato ad acquistare le confezioni di frutta per il timore di trovarsi sul piatto frutti pericolosamente farciti. La faccenda aveva causato danni economici non indifferenti ai frutticoltori. Ma ora il mistero sembra essere risolto.
Dopo indagini “vaste e complesse” le autorità australiane, in modo particolare quelle dello Stato del Queensland che ha coordinato i lavori d’investigazione, hanno annunciato l’arresto, domenica, di una 50enne che sarebbe all’origine della sofisticazione della frutta. Per il momento la polizia non ha fornito dettagli particolari ma la donna dovrebbe finire davanti al giudice già nelle prossime ore. Secondo la nuova legge sulle contaminazioni alimentari la donna rischia fino a 15 anni di carcere.
A causa dell'ingestione di fragole contenenti aghi e spilli si era verificato un centinaio di casi di problemi fisici. I supermercati erano stati costretti a ritirare i frutti dai loro scaffali e i coltivatori a distruggerne importanti quantitativi.
ATS/AFP/Swing





