L’Eurovision Song Contest 2026, in programma a Vienna questa settimana, si svolgerà in un clima di profonde divisioni che contrastano con lo spirito di unità attraverso la musica della manifestazione. Boicottaggi annunciati, polemiche sulla partecipazione di Israele e un imponente apparato di sicurezza caratterizzano la 70ª edizione del concorso musicale che si svolgerà alla Wiener Stadthalle. La capitale austriaca ospita l’evento per la terza volta, dopo le edizioni del 1967 e del 2015. Un ritorno che, nelle intenzioni degli organizzatori, avrebbe dovuto essere celebrativo dopo la vittoria a Basilea di JJ con la canzone Wasted Love, ma che si inserisce in un contesto di forti tensioni in cui la politica si intreccia con la cultura e lo spettacolo.
Cinque Paesi non ci saranno
L’edizione che vedrà la partecipazione di Veronica Fusaro in rappresenanza della Svizzera, sarà segnata dall’assenza sul palco dei rappresentanti di ben cinque Paesi: Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia, Spagna e Islanda che hanno deciso di non partecipare per protesta. Si tratta di uno dei boicottaggi più ampi degli ultimi decenni. Il numero complessivo dei Paesi partecipanti- malgrado il ritorno di Bulgaria, Romania e Moldavia – sarà ridotto a 35. Il più basso delle ultime 20 edizioni (il record è stato di 43 nel 2008, 2011, 2017 e 2018).

Showcase: Veronica Fusaro
Eurovision 05.05.2026, 22:35
Le emittenti che hanno deciso di non presenziare all’edizione dell’anniversario motivano la scelta con ragioni etiche e politiche legate alla guerra nella Striscia di Gaza. Criticano inoltre la gestione ritenuta incoerente da parte dell’Unione europea di radiodiffusione (EBU), che nel 2022 aveva escluso la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, ma che difende la presenza alla Wiener Stadthalle del rappresentante di Israele (sul palco sarà rappresentato da Noam Danel Bettan). Una scelta contro la quale ha protestato anche Nemo, vincitore nel 2024. Lo scorso dicembre, lo svizzero ha rinunciato al premio per evidenziare un conflitto tra la realtà politica e i valori di inclusione del festival nato a Lugano nel 1956 per unire i popoli europei attraverso la musica dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale.
Israele confermato e nuove regole
L’EBU, riunitasi lo scorso dicembre a Ginevra, ha scelto di non sottoporre a voto l’eventuale esclusione di Israele. L’organizzazione ribadisce che all’Eurovision partecipano emittenti pubbliche e non governi. In parallelo, ha però introdotto un pacchetto di modifiche regolamentari: controlli più severi sui testi e sulle scenografie, il divieto esteso di simboli e messaggi politici e nuove misure per rafforzare la trasparenza del televoto. Il dimezzamento del numero massimo di voti consentiti per utente da 20 a 10 per metodo di pagamento è stato deciso dopo le polemiche emerse nelle ultime edizioni, in particolare a quella di Basilea. Il forte scarto tra i punteggi attribuiti dalle giurie nazionali all’esibizione dell’israeliano Yuval Raphael e il massiccio sostegno ricevuto dal pubblico aveva riacceso le accuse di mobilitazione politica del televoto. Aveva inoltre sollevato interrogativi sulla sua vulnerabilità a campagne organizzate.
Le regole dell’Eurovision: cosa devono rispettare artisti e canzoni
RSI Eurovision 04.05.2026, 13:53
Da Basilea a Vienna: una frattura aperta
Quanto accaduto lo scorso anno viene indicato da molti osservatori come l’origine della crisi attuale. L’edizione nella città renana era stata accompagnata da proteste pro Palestina, da un rafforzamento dei dispositivi di sicurezza e da un acceso dibattito pubblico sulla neutralità dell’Eurovision. Le tensioni non si erano fermate con la finale, ma avevano continuato a riverberarsi nei mesi successivi, alimentando appelli al boicottaggio e prese di posizione sempre più polarizzate nel mondo culturale.
Nelle scorse settimane oltre 1’100 artisti internazionali hanno firmato una lettera che chiede il boicottaggio dell’Eurovision 2026, accusando l’EBU di applicare un doppio standard. In risposta, un appello opposto – sostenuto da circa 1’000 musicisti e operatori culturali – difende il concorso come spazio di dialogo. Mette inoltre in guardia contro il rischio di trasformare la cultura in uno strumento di esclusione. Due fronti contrapposti che mostrano quanto il concetto di “neutralità” sia ormai messo alla prova.
Vienna sotto massima sorveglianza
A Vienna predisposte imponenti misure di sicurezza
In questo contesto, quella austriaca sarà una delle edizioni più sorvegliate di sempre. Alla Wiener Stadthalle e nelle fan zone ufficiali sono state adottate misure di sicurezza paragonabili a quelle aeroportuali. Tra queste: controlli agli accessi, divieto quasi totale di borse e zaini, impiego di unità cinofile anti-esplosivo e un massiccio dispiegamento di polizia, anche in borghese. A Vienna, stando ai media austriaci, ci sono anche l’FBI, i servizi di sicurezza di diversi Paesi partecipanti e agenti del Mossad incaricati di scortare il rappresentante israeliano.
Particolare attenzione è riservata anche alla sicurezza informatica e alla gestione dei flussi di pubblico. Il piano tiene conto del contesto geopolitico internazionale e della possibilità di manifestazioni. Le autorità viennesi parlano di un evento classificato ad “alto rischio simbolico”, pur in assenza di minacce specifiche. Raduni per protestare contro Israele e a favore della Palestina sono già previsti a Vienna per martedì 12 maggio (quando si esibirà Noam Bettan), per venerdì 15 maggio (il giorno della Nakba, istituito in Palestina per ricordare l’espulsione nel 1948 degli abitanti locali al momento della nascita dello Stato di Israele) e per sabato 16. Il giorno della finale i manifestanti intendono marciare al grido di “No Stage for Genocide!” (nessun palcoscenico per il genocidio) fino alla Stadthalle dove si svolge l’Eurovision Song Contest 2026.
Per saperne di più sugli artisti e le canzoni in gara:
Qui una presentazione ragionata:
https://rsi.cue.rsi.ch/cultura/musica/speciali/Eurovision-2026-Veronica-Fusaro-sfida-Big-Four-e-Austria--3683828.html
https://rsi.cue.rsi.ch/cultura/musica/speciali/Eurovision-%E2%80%9826-per-Polymarket-la-Finlandia-%C3%A8-favorita--3687069.html
https://rsi.cue.rsi.ch/cultura/musica/speciali/Let%E2%80%99s-dance-Tutti-in-pista-all%E2%80%99Eurovision-%E2%80%9826--3687960.html
https://rsi.cue.rsi.ch/cultura/musica/speciali/Quelli-che%E2%80%A6-la-ballad-all%E2%80%99Eurovision--3696168.html
https://rsi.cue.rsi.ch/cultura/musica/speciali/Dalla-rumba-al-metal-gli-outsider-di-Eurovision-%E2%80%9826--3699678.html
Tre serate in diretta su RSI LA1 dalle 21:
- 12 maggio prima semifinale;
- 14 maggio seconda semifinale;
- 16 maggio finale.
Le tre serate saranno introdotte dalla diffusione (dalle 20.40) di:
- “Dov’eravamo rimasti” (12 maggio) sull’Eurovision Song Contest di Basilea 2025;
- “Arrivano i nostri” (14 maggio) sui rappresentanti della Svizzera negli ultimi anni;
- “Aspettando la Finale” (16 maggio).
L’audiodescrizione in diretta è disponibile sul canale Audio 3 e i brani in gara sono tradotti in lingua dei segni internazionale con i sottotitoli in italiano, fruibili dal Play RSI.








