Inchiesta

Chi ha accesso ai dati raccolti dalle nostre auto?

I veicoli moderni raccolgono molte informazioni che ufficialmente permettono ai costruttori di migliorare i loro mezzi, ma sono utili anche ad assicurazioni e datori di lavoro

  • Oggi, 06:31
  • Oggi, 08:23
Vengono registrati 295 parametri ogni mezzo secondo

Vengono registrati 295 parametri ogni mezzo secondo

  • RTS
Di: Charlotte Onfroy-Barrier (RTS)/sf 

Ancora prima che il motore si accenda, le auto moderne iniziano già a registrare numerosi aspetti del comportamento a bordo: quanti passeggeri sono presenti, se tutti allacciano le cinture, il momento esatto in cui si frena o si accelera e persino l’eventuale utilizzo del telefono da parte del conducente. I sistemi raccolgono anche immagini e dati provenienti dall’ambiente esterno e dalla telecamera posteriore.

Per rendersi conto dell’enorme quantità di informazioni generate durante un tragitto, la RTS ha chiesto a un automobilista di percorrere un itinerario prestabilito e al costruttore di fornire tutti i dati registrati dal veicolo. Yves Grin ha così viaggiato da Yverdon-les-Bains a Berna, con una deviazione verso Avenches, coprendo complessivamente 176 chilometri in meno di due ore.

Il risultato è impressionante: sono state prodotte circa 17’250 pagine di dati. Come spiega Grin, vengono registrati 295 parametri ogni mezzo secondo. Alcuni modelli, come quelli di Tesla, memorizzano informazioni molto dettagliate: dalla velocità alla posizione dei piedi del conducente sui pedali, fino allo stato delle luci. Il sistema è persino in grado di rilevare quando il guidatore non tiene entrambe le mani sul volante.

Quanto ci spiano le nostre auto? (19h30, RTS, 12.03.2026)

Secondo i costruttori, la raccolta di questi dati è giustificata da motivi di sicurezza. Come spiega François Denis, direttore generale per la Francia e l’Europa del Nord di GeoTab, conoscere ogni giorno quali veicoli segnalano un problema permette di intervenire tempestivamente per la manutenzione.

GeoTab collabora con la maggior parte dei marchi automobilistici e, grazie ai suoi software e ai sistemi GPS, fornisce alle aziende informazioni estremamente dettagliate sulle loro flotte. È possibile, per esempio, sapere in ogni momento a quale velocità viaggia un veicolo lungo tutto il percorso.

Dal punto di vista dell’assicurazione Smile, questo monitoraggio può persino offrire dei vantaggi agli automobilisti. Il servizio “Drive Coach” analizza lo stile di guida degli utenti e premia quelli più virtuosi. Come spiega Dominik Locher, responsabile strategia e sviluppo di Smile Insurances, l’app utilizza i sensori dello smartphone per valutare i tragitti, dare consigli e riconoscere un premio a chi guida in modo responsabile.

Il sistema alimenta però anche diverse preoccupazioni. L’assicuratore assicura che una guida poco corretta non comporterà aumenti di premio, almeno per ora. Ma resta il dubbio su cosa accadrà in futuro. Ottenere o cambiare assicurazione, noleggiare un’auto o utilizzare un veicolo aziendale potrebbe presto richiedere un controllo sempre più approfondito del proprio profilo digitale.

Inoltre, l’anno scorso, Stellantis ha ammesso di essere stata vittima di un attacco informatico che ha esposto i dati dei clienti.

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  • iStock
  • Antonio Bolzani
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