Sempre più grandi, numerosi e affamati di energia: i data center, o centri di calcolo, si stanno sviluppando rapidamente in Svizzera. Mentre alcuni ne denunciano l’impatto ambientale e criticano l’esenzione da determinate imposte, altri ritengono che il progresso tecnologico permetterà di ridurre i costi energetici, a beneficio dell’economia elvetica.
Nella Confederazione ne sono già presenti 120. Il più recente, attualmente in costruzione a Volketswil (ZH), consumerà da solo 100 megawattora all’anno: una quantità di energia pari a circa quattro volte il consumo di una città svizzera di medie dimensioni. Dal 2019 il consumo di elettricità dei data center è aumentato del 20% e rappresenta oggi l’equivalente di un quarto della produzione della più grande centrale nucleare del Paese, quella di Gösgen.
Con lo sviluppo degli strumenti di intelligenza artificiale generativa, tuttavia, la tendenza non sembra destinata a rallentare: secondo un rapporto commissionato dall’Ufficio federale dell’energia (UFE), il consumo energetico di questi giganteschi depositi di dati digitali è destinato a crescere ancora nei prossimi anni.
Efficienza energetica da migliorare
La situazione suscita preoccupazione e tensioni anche sul piano politico, poiché i gestori di questi centri di calcolo beneficiano di esenzioni dalle tasse destinate alla transizione ecologica.
Secondo gli esperti, tuttavia, il potenziale di risparmio energetico è enorme: già oggi si potrebbe ridurre di oltre un terzo il consumo di elettricità di queste strutture. I più ottimisti non vedono dunque un rischio per la sicurezza dell’approvvigionamento energetico del Paese.
“Non credo che sia una fatalità” afferma Rachid Guerraoui, responsabile del laboratorio di informatica distribuita del Politecnico federale di Losanna (EPFL). “La storia del digitale ci dimostra che si è andati verso una forte miniaturizzazione”, ovvero una progressiva riduzione delle risorse necessarie per svolgere determinate operazioni.
“La Confederazione potrebbe forse finanziare maggiormente questo tipo di ricerche e rendere così redditivi gli sgravi concessi a questi centri” conclude.
Un’esenzione che irrita gli ecologisti
Nonostante l’enorme consumo, i data center, come tutti i grandi consumatori di energia in Svizzera, beneficiano di uno sconto sul prezzo dell’elettricità: possono infatti essere esentati dal cosiddetto “supplemento di rete” di 2,3 centesimi per chilowattora, una tassa riscossa su tutte le bollette elettriche per finanziare la transizione energetica.
In realtà, i gestori sfruttano una legge che inizialmente non era pensata per loro, bensì per le industrie particolarmente energivore, come le acciaierie, che si temeva potessero lasciare la Svizzera. Per il consigliere nazionale ecologista Christophe Clivaz, questa agevolazione non ha motivo di esistere. Il politico vallesano intende intervenire in Parlamento per tentare di abolirla.
“È vero che la questione della sovranità digitale è importante e che è nel nostro interesse poter gestire e archiviare questo tipo di dati in Svizzera” riconosce Clivaz. “Non c’è però alcuna ragione per fare regali che non si giustificano. Si tratta di centri che hanno le capacità finanziarie per pagare il prezzo normale”.
La Confederazione difende invece lo sconto, precisando che i gestori possono beneficiarne solo se si impegnano ad attuare misure concrete di efficienza energetica.
Futuro Eldorado per la Svizzera?
Secondo Guerraoui, co-responsabile all’EPFL del progetto AnywaySystems, la Confederazione dovrebbe addirittura proporsi come attore centrale nell’economia dello stoccaggio dei dati.
“Dal punto di vista economico, così come la Svizzera è diventata una piazza finanziaria accogliendo capitali da ogni parte e sviluppando servizi finanziari, potrebbe oggi, ospitando dati e servizi informatici provenienti da tutto il mondo, diventare il centro digitale dell’Europa e garantire un certo livello di prosperità” sostiene il ricercatore.
“Sta a noi sviluppare soluzioni sobrie, che non mettano a rischio l’approvvigionamento energetico dei cittadini. […] Ma non mi sembra ragionevole tornare indietro e rinunciare a questi centri di dati. Possono garantire la prosperità della Svizzera, arrivando persino a sostituire il modello finanziario con un modello digitale”.
L’intervista a Rachid Guerraoui (Forum, RTS, 07.05.2026)
Da parte sua, l’UFE riconosce indirettamente che questo nuovo grande consumatore mette in discussione l’equilibrio energetico del Paese e spiega che sarà necessario individuare misure per migliorare l’efficienza energetica di queste infrastrutture.
La Confederazione ha inoltre annunciato che in futuro monitorerà più da vicino i consumi dei data center.









