Nel 2025, il numero d’immatricolazioni di nuovi veicoli in Ticino è calato del 4,5% rispetto all’anno precedente, del 6,4% se si considerano unicamente le automobili. Se da una parte diminuiscono le vendite di quelle a combustione, dall’altra, crescono le elettriche ma meno rispetto al resto della Svizzera.
Su 805 nuove automobili acquistate nel gennaio di quest’anno, solo 45 appartengono a giovani al di sotto dei 30 anni. Una tendenza che, secondo il direttore dell’Unione professionale svizzera dell’automobile (UPSA), non basterebbe a giustificare il calo delle immatricolazioni. “Questa situazione di incertezza a livello ticinese del mondo del lavoro, l’aumento dei costi (principalmente cassa malati, magari anche gli affitti)... tutto questo crea una situazione abbastanza difficile per i ticinesi”, dice Marco Doninelli, direttore UPSA sezione Ticino.
Quanto accade in Ticino di fatto è in linea con la crisi che vive il settore automobilistico a livello nazionale ed europeo. Anche a Sud delle Alpi, infatti, il mercato delle automobili di seconda mano rimane stabile. Alla luce di questi dati, potrebbe stupire il numero di macchine in circolazione, cresciuto dello 0,7%. “Si ha la tendenza a tenere più a lungo l’auto. Infatti il parco veicoli non è diminuito, diventa più vecchio. Se qualche anno fa l’età media di un veicolo era di 7 anni, oggi siamo arrivati quasi a 10 anni”, sottolinea Doninelli.
Benzina e diesel sono le meno gettonate, con dei cali rispettivamente del 23,6% e del 33%. Gli acquisti di auto ibride crescono del 6,9%, quelle con il cavo di ricarica del 33,3% (ibride plug-in). Più timida la crescita delle elettriche, appena l’1,8%, contrariamente al resto della Svizzera. Secondo gli esperti non si tratterebbe di una questione strutturale. “Non è una questione di infrastrutture, perché siamo a livello del resto della Svizzera. Pensiamo di più che sia una questione di sfiducia verso l’elettrico. Questo magari anche un poco influenzato dalla vicina Italia, dove l’auto elettrica non è ben vista. Quindi il ticinese risente un poco di questa tendenza”, sostiene Doninelli.
Anche la questione del prezzo, secondo gli esperti, non sarebbe significativa, visto che in due anni si ammortizzerebbe il maggior investimento iniziale. In più, se da una parte gli incentivi diretti per l’acquisto di auto elettriche non ci sono più, rimangono quelli per l’installazione di colonnine di ricarica, ma soprattutto quelli per la messa fuori circolazione di auto con motore a combustione.





