Approfondimento

L’importanza di ottimizzare il dosaggio dei farmaci

Molti medicamenti oncologici sono prescritti in dosi più alte del necessario per assicurare l’efficacia, ma questo porta anche a più effetti collaterali

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La dose ideale garantisce la massima efficacia con la minore tossicità possibile

La dose ideale garantisce la massima efficacia con la minore tossicità possibile

  • Keystone
Di: Irène Dietschi (SRF), articolo originale - sf, adattamento in italiano

Uno studio del Centro di ricerca sui tumori dell’Ospedale cantonale di Coira, presentato al maggiore congresso oncologico mondiale, l’ASCO di Chicago, ha messo in evidenza come sia possibile ridurre in tutta sicurezza la somministrazione di un farmaco contro le metastasi ossee in pazienti con cancro al seno o alla prostata, senza diminuire l’efficacia.

Il professor Roger von Moos, che ha diretto lo studio, sottolinea diversi effetti positivi, ma soprattutto il fatto che i pazienti subiscono così meno effetti collaterali.

Una posizione condivisa dall’oncologo canadese Ian Tannock, impegnato negli Stati Uniti e in Canada con la Optimal Cancer Care Alliance contro il sovradosaggio di farmaci nella terapia oncologica: “Più si somministra un medicamento, maggiore è la probabilità che funzioni, ma anche la tossicità”.

Un problema, secondo Tannock, insito nel sistema: “Praticamente tutti gli studi clinici vengono condotti da aziende farmaceutiche e queste ovviamente vogliono guadagnare”. Una volta che un farmaco è sul mercato, il produttore non ha interesse finanziario a modificare la dose raccomandata. “Le autorità e gli organi di vigilanza dovrebbero esaminare criticamente i dati anche dopo l’autorizzazione di un farmaco” sostiene l’oncologo.

Il professore ritiene che una possibile soluzione sia il Project Optimus, dell’autorità statunitense di vigilanza su farmaci e prodotti sanitari (FDA), che mira a obbligare i produttori a condurre studi di ottimizzazione del dosaggio già prima dell’immissione sul mercato di un nuovo farmaco.

Echo der Zeit (SRF, 05.06.2026)

Anche von Moos ritiene necessari questi studi e un intervento dello Stato: “Servono una base legale e finanziamenti pubblici per sostenere questo tipo di studi, perché siamo di fronte a un fallimento del mercato”.

Un’esigenza confermata da Kerstin Noëlle Vokinger, professoressa di diritto e medicina al Politecnico federale e all’Università di Zurigo: “In medicina, più non significa sempre meglio e questi studi permettono ai pazienti di ricevere una dose ottimale, cioè la massima efficacia con la minore tossicità possibile”.

La professoressa suggerisce che il prezzo di un farmaco potrebbe essere legato al fatto che il dosaggio sia ottimizzato o meno. In ogni caso sarebbero necessari degli adeguamenti a livello di leggi o ordinanze.

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