Approfondimento

Nomadi, la politica vodese dà i suoi frutti

Per il momento non è stato segnalato nessun campo illegale in Romandia, dopo la stretta decisa dalle autorità cantonali sulle infrazioni

  • Un'ora fa
L'area di sosta per nomadi a Rennaz, nel canton Vaud

L'area di sosta per nomadi a Rennaz, nel canton Vaud

  • Keystone
Di: Dianalice Ramsauer et Gaëtan Mottet (RTS)/sf 

I nomadi stranieri stanno facendo ritorno nella Svizzera romanda per transitare o lavorare e per il momento nel canton Vaud non è stata segnalata nessuna occupazione illegale, contrariamente agli anni scorsi.

La maggior parte delle aree ufficiali ha aperto all’inizio di marzo e solo quella di Neuchâtel, verso la Vue-des-Alpes, che ha aperto venerdì scorso, non è ancora al completo.

Secondo il mediatore cantonale per i nomadi, Laurent Curchod, questo rispetto dell’ordine è stato possibile grazie al rapporto di forza messo in atto nel 2024, che ha portato a 250 decreti d’accusa e oltre 100’000 franchi di multe inflitte a membri delle comunità nomadi. “Abbiamo ribadito che qualsiasi infrazione sul territorio vodese sarebbe stata sanzionata, e questo ha provocato una presa di coscienza seria da parte loro”, osserva ai microfoni di RTS. Il numero di occupazioni illegali era già diminuito nel 2025.

L’intervista al mediatore cantonale vodese (La Matinale, RTS, 23.03.2026)

Permanenza limitata

In attesa di poter entrare sul territorio svizzero, i nomadi – in maggioranza francesi – sono rimasti nelle zone di confine: a Ferney-Voltaire, Annemasse o Saint-Julien. Ogni giorno percorrono poi il tragitto per venire a lavorare.

Da quest’anno, il Comune di Rennaz ha introdotto un sistema di rotazione che impone loro di non restare più di tre mesi nell’area ufficiale. L’obiettivo è evitare che alcune famiglie si approprino degli spazi a discapito di altri viaggiatori.

La stagione, tuttavia, è appena iniziata. Sono quindi possibili nuovi spostamenti da qui all’estate e fino alla chiusura delle aree prevista in autunno.

Coordinazione intercantonale indispensabile

Nel canton Neuchâtel, la polizia è molto coinvolta nel processo di insediamento dei nomadi. Sami Hafsi, comandante della polizia cantonale, spiega che gli agenti possono “scortare i convogli per evitare problemi di traffico”, accoglierli al loro arrivo e intervenire in caso di questioni legate alla sicurezza.

L’intervista al comandante della polizia neocastellana (La Matinale, RTS, 23.03.2026)

Secondo lui, è necessario anche un coordinamento tra cantoni, che permetterebbe di “facilitare una distribuzione equa delle carovane nello spazio romando”. Riferisce inoltre di discussioni sia con gli altri cantoni sia con le comunità interessate.

Il comandante aggiunge che il rispetto dell’ordine è garantito da un’organizzazione specifica: “Securitas si occupa degli incassi, in particolare della cauzione e dell’importo giornaliero”, sottolinea.

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