Truffa

Attenzione ai falsi inviti di ritiro della Posta

Nelle buche delle lettere ginevrine sono comparsi avvisi contraffatti che, tramite un codice QR, chiedono pochi franchi per ritirare un pacco inesistente - Cosa possono fare le vittime

  • Oggi, 05:58
  • 2 ore fa
I truffatori sono soprattutto interessati ai dati della carta usata dalle vittime per pagare

I truffatori sono soprattutto interessati ai dati della carta usata dalle vittime per pagare

  • Keystone
Di: Antoine Michel, Delphine Gendre (RTS), articolo originale - sf, adattamento in italiano

Un foglietto nella buca delle lettere per avvertire che il postino è passato ma non ha potuto consegnare un pacco. Sembra tutto normale, ma l’avviso invita a scansionare un codice QR che rinvia a un sito molto simile a quello della Posta. La pagina, oltre all’inserimento dei dati personali e alla scelta di una data di consegna, chiede il pagamento di 2,10 franchi.

L'esempio di un falso invito di ritiro

L'esempio di un falso invito di ritiro

  • Federazione romanda dei consumatori / Polizia cantonale di Ginevra

Si tratta di una truffa segnalata nella regione di Ginevra dalla Federazione romanda dei consumatori (FRC) e dalla polizia cantonale che mettono in guardia la popolazione: i malfattori non sono tanto interessati ai pochi franchi incassati, ma ai dati della carta usata dalle vittime per pagare.

“È una truffa molto subdola ed efficace perché si basa su qualcosa che tutti conoscono: gli inviti di ritiro della Posta” sottolinea Cindy Lerin della FRC. La giurista aggiunge: “Dato che il documento è consegnato fisicamente, appare ufficiale e la somma richiesta è bassa, le vittime sono meno diffidenti”.

Le 12h30 (RTS, 04.06.2026)

Chi dovesse aver effettuato il pagamento viene invitato dalla polizia cantonale ad agire rapidamente, contattando la banca per segnalare il caso, tentare di annullare la transazione fraudolenta e, se necessario, bloccare la carta utilizzata. La FRC raccomanda inoltre di denunciare ogni tentativo di truffa all’Ufficio federale della cybersicurezza.

Se per il momento la truffa sembra limitata al territorio ginevrino, Lerin ritiene che casi simili sono destinati a diventare più frequenti e diffusi: “Con l’intelligenza artificiale, i truffatori possono perfezionare le loro tecniche e creare più rapidamente siti e contenuti falsi”.

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