Economia e Finanza

Acqua nei ristoranti, nessun tetto

Il Gran Consiglio corregge l'iniziativa Paparelli

  • 15.04.2013, 19:54
  • 06.06.2023, 13:59

Il Gran Consiglio ha accolto, con 62 voti contro 1 (2 astenuti) solo parzialmente l’iniziativa di Angelo Paparelli (Lega) che intendeva introdurre alcuni prescrizioni sul prezzo dell’acqua nei ristoranti, ritenuto spesso eccessivo. Il plenum non ha infatti voluto porre un tetto massimo.

“Quali sono i criteri per definire il prezzo”, ha detto il relatore Franco Celio (PLR). “Occorre tener presente in debita considerazione il principio della libertà di commercio” e “non è quindi possibile dare seguito alla proposta”. Sulla netta differenziazione di prezzo tra i vari tipi di acqua serviti ai tavoli (in bottiglie di vetro da 1 litro, in quelle di pet da 1,5 litri o acqua del rubinetto gassata con speciali apparecchi), stabilmente superiore agli 8 franchi, deputati hanno concordato sull’invito rivolto al Consiglio di Stato affinché interceda presso le associazioni di categoria per sensibilizzare gli operatori del settore. Ma di più, come detto, non si è voluto fare.

Un analogo invito viene espresso, sempre all’esecutivo cantonale, affinché prema sugli esercenti per il rispetto dell’articolo 24 della Legge sugli esercizi pubblici che prevede la gratuità dell’acqua del rubinetto per i clienti che consumano almeno un pasto. In caso di esito negativo il governo, indica il rapporto parlamentare, dovrà promuovere una campagna informativa sull’esistenza di questa possibilità per gli avventori. “In altri paesi, come la Grecia, questo è usuale”, ha precisato sempre Celio. Prossimamente è in agenda un incontro con GastroTicino nel quale questo sarà uno dei temi trattati, ha assicurato il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi.

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