Economia e Finanza

Al Credit Suisse cresce il malcontento

Rapporto salariale bocciato da un terzo dell'azionariato

  • 27.04.2012, 18:07
  • 4 maggio, 12:36
Brady Dougan

Brady Dougan

  • KEYSTONE

Fra gli azionisti del Credit Suisse cresce l'insoddisfazione per la politica salariale dell'istituto nei riguardi dei manager. Nel corso dell'assemblea generale di oggi a Zurigo, i voti per la bocciatura del rapporto sulle remunerazioni sono stati il 31%, contro il 23% dello scorso anno.

Un segnale ai vertici

La fondazione Ethos aveva invitato a bocciarlo. La consultazione non aveva carattere vincolante, ma invia comunque un chiaro segnale al Consiglio di amministrazione. Nel 2011, il responsabile dell'asset management è stato con 8,5 milioni di franchi il dirigente più pagato della banca, mentre al presidente della direzione Brady Dougan erano andati 5,8 milioni, in gran parte sotto forma di azioni, versate solo dopo un certo periodo.

Vertenza fiscale

Nel corso dell'assemblea, Dougan si è espresso anche sulla vertenza fiscale con gli Stati Uniti, ai quali due settimane fa sono stati trasmessi i codici che hanno permesso di decifrare informazioni riguardanti collaboratori dell'istituto e la loro corrispondenza con clienti americani, che avrebbero aiutato ad evadere il fisco. Il Credit Suisse è una delle 11 banche elvetiche nel mirino della giustizia di Washington.

Lascia un membro della direzione

A sorpresa, sono state inoltre rese note le dimissioni del responsabile del settore IT, Karl Landert, che occupava il posto da 11 anni e partirà il 30 aprile. Il dipartimento sarà accorpato a quelli denominati Finance e Operations, per formare un'unità da 20'000 dipendenti, considerando anche quelli esterni.

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Ti potrebbe interessare