Economia e Finanza

Al volante di un pezzo di storia

Celebrati in Ticino i 50 anni della Porsche 911 Targa

  • 22.09.2015, 19:03
  • 4 maggio, 14:45
Mezzo secolo di Porsche 911 Targa

Mezzo secolo di Porsche 911 Targa

È trascorso mezzo secolo dal settembre 1965, quando alla IAA di Francoforte Porsche presentava il primo modello della 911 Targa. In quelloccasione l’allora capo stampa Huscke von Henstein spiegò ai giornalisti che quella vettura non era né una cabriolet, né una coupé, ma “qualcosa di completamente nuovo”. La Targa - nata come variante della 911 – all’epoca rappresentò davvero una rivoluzione, poiché venne considerata la prima “cabrio” di serie sicura. Anche negli anni Sessanta il dibattito sulla sicurezza – al pari di quanto avviene oggi – fu parecchio acceso all’interno dell’industria automobilistica, tanto che negli Stati Uniti si ventilò la possibilità di porre un divieto di circolazione per le automobili cabriolet ed alcuni produttori decisero persino di interrompere la produzione di queste vetture.

Ferdinand Alexander Porsche, già responsabile del design della 911, decise così di integrare in questo nuovo modello di serie quanto esisteva già nel mondo delle corsie, ossia il caratteristico roll-bar al posto dei montanti centrali, che fece fare alla Targa – il cui nome si ispira alle vittorie ottenute nella leggendaria gara automobilista siciliana “Targa Florio” - dei passi da giganti a livello di sicurezza e affidabilità rispetto alle concorrenti.

Tornando ai nostri giorni, a cinquant’anni di distanza, Porsche Svizzera ha voluto celebrare questo giubileo offrendo la possibilità ai giornalisti di mettersi al volante di tutte le generazioni della Targa (compresa la prima!) che si sono succedute in questi anni e che, fra le altre cose, hanno ottenuto un buon successo di vendite, sfiorando le 900'000 unità, pur rappresentando solamente il 13% di tutte le 911 finora vendute. Tre tracciati molto tecnici sulle strade delle Centovalli, Valle Cannobina, Valle Bavona e Valle Verzasca ci hanno dunque visti impegnati al volante di quella che è ormai divenuta un’icona dell’auto sportiva e che fra il pubblico appassionato di motori suscita sempre un certo fascino. Il momento più emozionante è stato senza dubbio quello alla guida di un modello datato 1967. Il suo colore bordeaux le dava un carattere elegante, quasi nobile e la storia che aveva alle spalle incuteva emozione e allo stesso tempo rispetto.

Spinta da un motore 2 litri 6 cilindri boxer da 130 cavalli, questa storica Targa è in grado di raggiungere una velocità massima di 210 km/h. Fra le strette curve delle nostre valli questo pezzo da museo si è comunque difeso molto bene! Ottima è stata infatti la sua tenuta di strada e la guidabilità in generale, dopo aver preso un po’ di confidenza con la lunga leva del cambio e con la particolare pedaliera (per frenare occorre premere davvero con forza sul pedale, non essendo dotata di servofreno). Ruggente, ma non in modo esagerato, il suono del motore che ci ha accompagnato nel nostro viaggio ci ha fatto vivere un’emozione a cielo aperto davvero piacevole ed unica che probabilmente poche vetture sul pianeta sanno regalare.

Pure piacevoli le versioni 911 SC del 1981, spinta sempre dal 6 cilindri boxer ma con una cilindrata di 3 litri e 204 cavalli di potenza ed il modello del 1993 (che si distingue dal basso coefficiente di resistenza all’aria di sole 0,32 unità) con un propulsore da 3,6 litri e 250 cavalli di potenza. Grandi soddisfazioni, infine, anche al volante della nuova Targa 4 GTS (con trazione integrale permanente), dedicata proprio al 50esimo, con un motore di 430 cavalli in grado di raggiungere una velocità massima di oltre 300 km/h e di scattare da 0 a 100 km/h in soli 4,3 secondi. Un concentrato di sportività che appassiona e offre il meglio a livello di tecnologia e di sicurezza che la prestigiosa casa tedesca è stata in grado di sviluppare in questi 84 anni dalla sua fondazione.

Eugenio Sapia

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