Rispetto a prima della recessione, le imprese non finanziarie hanno accumulato molta liquidità, il 30% in più.
Il risultato, apparentemente contraddittorio, emerge da uno studio del centro per la ricerca applicata in finanza dell'Università Bocconi in collaborazione col gruppo bancario Goldman Sachs. L’analisi è stata condotta su 437 grandi aziende a livello internazionale, escluse banche, assicurazioni e fondi.
Le società europee in questione hanno visto la disponibilità immediata di denaro contante aumentare di 600 miliardi di franchi mentre le loro corrispettive statunitensi di 1'700 miliardi.
Gila/ATS





