Un 2025 all’insegna della buona salute per Banca Popolare di Sondrio (Suisse) che, proprio l’anno scorso, ha festeggiato 30 anni. La banca si è regalata il terzo miglior risultato di sempre: l’utile è stato infatti di 27,63 milioni di franchi - in linea con quelli più recenti (poco più di 29 milioni nel ‘24 e poco più di 28 milioni due anni fa).
“L’utile è in leggera flessione a causa dell’azzeramento dei tassi della Banca nazionale svizzera (BNS), però è in linea con i risultati dell’ultimo triennio, che sono al top della nostra storia”, ha dichiarato in un’intervista ai microfoni della RSI il presidente della direzione generale, Mauro de Stefani, commentando il risultato e soprattutto il ruolo delle banche medie di fronte alle grandi incertezze geo-politiche che caratterizzano questo particolare momento.
I dazi di Donald Trump sono un problema per molte aziende esportatrici presenti sul nostro territorio. Quando un’azienda chiede un finanziamento, questi dazi rientrano tra gli elementi di valutazione per la concessione o meno di un credito?
“Senz’altro. Però bisogna dire anche che parte tutto già dal cliente, che non è uno sprovveduto. Questa situazione, che cambia il contesto economico a livello internazionale, porta semplicemente a un freno negli investimenti produttivi, che poi si ripercuote a livello generale”.
Mentre per il cliente retail, ovvero colui che fondamentalmente vive del suo stipendio, ha qualche risparmio ed è magari meno esperto in materia finanziaria, qual è l’approccio che una banca come la vostra deve avere di fronte ai timori di questa clientela?
“Logicamente questa volatilità che si riscontra sui mercati (che però tengono), preoccupa. La nostra linea è quella di sostenere e discutere. Il consiglio che posso dare per chi ha risparmi, investimenti è di fare una telefonata in più al consulente e di non lanciarsi né negli investimenti né in disinvestimenti in maniera emotiva. Sul lato del credito stessa cosa. Può essere il sogno di una vita, e vale per tutti noi, andare a realizzare l’acquisto dell’appartamento o della casa e non deve trasformarsi in un incubo. Quindi certe volte è meglio posticipare di qualche mese quella che può essere una decisione, per poterla fare con serenità”.
Quando si parla di aziende che devono confrontarsi con i problemi del mondo odierno, si pensa spesso all’industria. Ma sulle banche di taglia media che effetto hanno tutte queste incertezze?
“Noi siamo lo specchio di quello che che poi è la realtà economica e finanziaria della clientela. Quindi questa volatilità porta a oscillazioni sulle quotazioni di Borsa oppure porta a contraccolpi nell’economia, sugli investimenti, disinvestimenti, produzioni, assunzioni. Quindi cerchiamo di fare il nostro ruolo che è quello di intermediare, farci trovare nella discussione, nell’analizzare in maniera indipendente e critica quelle che sono poi le decisioni che in ultima analisi deve prendere il cliente”.

BPS a gonfie vele
Il Quotidiano 24.02.2026, 19:00



