“Discussioni cordiali, gradevoli e utili, ma attenzione a non interrompere il filo del discorso”: questo il messaggio emerso dall'incontro, ieri e oggi a Berna, tra le delegazioni parlamentari italiana e svizzera.
Sono state affrontate varie questioni aperte tra i due paesi con consapevolezza e serietà, ma non sempre è emersa una visione comune. La delegazione elvetica era guidata dal consigliere nazionale Fulvio Pelli e comprendeva altri quattro parlamentari ticinesi (Lorenzo Quadri, Pierre Rusconi, Filippo Lombardi e Fabio Abate), quella italiana dal deputato Fabio Evangelisti (Italia dei valori). Quattro le tematiche attorno alle quali si è sviluppata la discussione, come ha precisato Pelli in un incontro con i media: trasporti ferroviari (con la necessità di completare l'asse Genova-Rotterdam), energia, fiscalità e rapporti Svizzera-UE, quest'ultimo non sempre ben compreso dalla delegazione italiana.
"Un pezzetto di strada insieme"
E' stato importante riprendere il discorso, ma adesso stiamo attenti a mantenerlo vivo e a non bloccarlo, ha ammonito Evangelisti. Partiamo da Berna con un impegno, e una maggiore determinazione, ha aggiunto: trasmettere i risultati dell'incontro sia al governo che al parlamento italiani, attraverso “un documento che solleciti entrambi a muoversi”. “Non ci sono soluzioni unanimi, ma era importante fare un pezzetto di strada comune”.
Fisco, difficile un accordo entro primavera
Quanto al problema della fiscalità, su cui con il governo di Mario Monti si è avviato un sostanziale dialogo contrariamente a quanto era avvenuto con l'esecutivo di Silvio Berlusconi, la delegazione italiana auspica che possa essere risolto nell'ambito di un accordo quadro tra la Svizzera e l'Unione europea. Ma se questo non fosse possibile allora è pensabile un'intesa come quella conclusa con Germania e Gran Bretagna. “Il confronto è stato utile, ma non possiamo risolverlo qui”, ha commentato il capo della
delegazione italiana.
Accordo entro la fine della legislatura Monti? Sarà difficile, vista la scadenza elettorale della prossima primavera. Tuttavia, questo “sarebbe il momento di concluderlo, poi di annunciarlo”. Invece in Italia si tende a fare il contrario, ha rilevato polemicamente Evangelisti.
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RG 18.30 - La corrispondenza da Berna
RSI Info 25.09.2012, 20:28




