L’utile netto della compagnia aerea low-cost Ryanair è crollato del 34% nel primo trimestre fiscale (che va da aprile a giugno 2026). Il risultato negativo è da ricondurre al conflitto in Medio Oriente, che ha fatto impennare i prezzi del carburante e ha influito negativamente sulle vendite dei biglietti.
L’utile al netto delle imposte è sceso a 538 milioni di euro (496 milioni di franchi) nei tre mesi fino alla fine di giugno, dagli 820 milioni di euro registrati un anno prima, ha dichiarato la compagnia lunedì in un comunicato.
Il fatturato dei voli di linea è sceso dell’1% a 2,91 miliardi di euro, poiché il traffico è cresciuto del 6% ma a tariffe inferiori del 6%. Le tariffe del primo trimestre hanno richiesto misure di stimolo, poiché il conflitto in Medio Oriente ha causato esitazione da parte dei consumatori, preoccupazioni riguardo alla carenza di carburante per aerei nell’Unione europea, incertezza economica e prenotazioni effettuate in ritardo.
La politica prudente della compagnia aerea
“La politica di copertura prudente di Ryanair (il carburante per l’anno fiscale 2027 è coperto all’80% a circa 67 dollari al barile) protegge gli utili del gruppo durante le fasi di volatilità dei mercati petroliferi e amplia il nostro vantaggio in termini di costi rispetto a tutti gli altri concorrenti dell’UE. Recentemente - spiega la compagnia aerea - abbiamo esteso le nostre coperture sul carburante all’anno fiscale 2028, che è ora coperto al 15% a circa 85 dollari al barile”.
Il traffico per l’anno fiscale 2027 rimane in linea con le previsioni di crescita del 4% a 216 milioni di passeggeri (primo semestre +6% e secondo semestre +2%). “Come è normale in questa fase iniziale dell’anno”, Ryanair evidenzia di non aver alcuna visibilità sul secondo semestre, quindi è ancora troppo presto per fornire indicazioni significative sull’utile netto dell’anno fiscale 2027”. In Borsa il titolo cede il 4,31 per cento.

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Notiziario 20.07.2026, 10:00
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