La guerra in Iran è di fronte a un altro momento cruciale, mancano poche ore alla scadenza dell’ultimatum di Donald Trump, che ha messo Teheran di fronte a un bivio: accettare le sue richieste o la distruzione del Paese intero. L’Iran resta inflessibile e nella notte ha subito nuovi raid aerei. Israele ha distrutto altre infrastrutture governative della capitale e annuncia che ne distruggerà altre nelle prossime ore. Infatti alla popolazione è stato detto di non prendere il treno fino a questa sera.
Quanto agli effetti di questa guerra: nelle prossime settimane volare potrebbe essere piuttosto complicato. Infatti alcune compagnie aeree hanno avvisato di possibili cancellazioni o riprogrammazione di voli a causa della carenza di cherosene. Una situazione legata alla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Dal braccio di mare che separa l’Iran dalla penisola arabica passa infatti circa il 30% del cosiddetto “jet fuel”, ovvero il carburante specifico per gli aerei. La chiusura di questa importante via di comunicazione, quindi, sta mettendo in crisi compagnie aeree e aeroporti. Da più parti sono stati diramati avvertimenti sulla scarsità di scorte che potrebbero condizionare il settore dell’aviazione, e questo oltre il periodo pasquale appena trascorso.
In Italia, per esempio, il fornitore di carburante Air BP ha comunicato limitazione nei rifornimenti a quattro aeroporti (Bologna, Milano-Linate, Treviso e Venezia). La priorità di rifornimento andrà ai voli di Stato e a quelli sanitari. Per il resto razionamento fino al 9 aprile.
Anche la compagnia a basso costo Ryanair mette in guardia: non ci sono carenze di carburanti al momento, ma la situazione è in evoluzione. Ad oggi le riserve bastano fino a fine maggio, se dovessero persistere le difficoltà, la compagnia irlandese prevede di cancellare il 10% dei voli ad inizio estate. Lufthansa ha già messo in preallarme i suoi clienti e nel Regno Unito sono iniziate le prime cancellazioni, anche se su tratte secondarie. Al momento, quindi, la situazione non è ancora compromessa. E si spera che per il periodo delle vacanze estive il tutto si risolva. Una cosa però appare molto probabile: l’aumento dei prezzi dei biglietti.
Francia: manca benzina
In Francia, invece, nonostante i prezzi di benzina e gasolio siano saliti ben oltre i due euro al litro, molte stazioni di servizio si ritrovano comunque a secco. Una difficoltà in più per il Governo di Sébastian Lecornu, accusato dai sindacati e dalle opposizioni di non agire in modo efficace.
Radiogiornale delle 12.30 del 07.04.2026: Il servizio di Alessandro Grandesso sulla penuria di carburante in Francia
RSI Info 07.04.2026, 12:30
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Approvvigionamento di cherosene: aerei a terra?
Telegiornale 07.04.2026, 20:00






