Credit Suisse ha speso oltre 220 milioni di franchi nel 2015 per convincere 925 manager a rimanere presso la banca oppure a farsi assumere. Il triplo, in termini finanziari e di persone, rispetto al 2014. Una pratica, questa, alla quale ricorre anche UBS, anche se in maniera molto meno marcata. La cifra da loro dedicata a questi incentivi è infatti rimasta invariata tra il 2014 e il 2015: 20 milioni.
Il secondo istituto elvetico non sta passando uno dei suoi momenti migliori, e lo dimostra il fatto che il valore del suo titolo in borsa sia sceso in maniera preoccupante.
Per quanto riguarda gli eventuali arrivi e partenze, ci sono inoltre già le prime speculazioni: se il numero uno, Tidjane Thiam, non dovesse riguadagnare la fiducia degli investitori, sarebbe pronto un sostituto d’eccezione: l’ex direttore della Banca nazionale svizzera Philipp Hildebrand.
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