Il rincaro dei prodotti petroliferi come benzina, diesel e olio da riscaldamento, alimentato dal conflitto in Medio Oriente, ha spinto al rialzo i prezzi al consumo in Svizzera nel mese di aprile. Secondo i dati pubblicati martedì dall’Ufficio federale di statistica, lo scorso mese l’inflazione in Svizzera si è attestata allo 0,6% su base annua e allo 0,3% rispetto a marzo.
Più cari sono diventati anche i trasporti aerei e i viaggi forfetari internazionali. Si è per contro pagato di meno nel ramo alberghiero e paralberghiero, come pure per il noleggio di auto. Nel complesso, nel confronto con marzo i prodotti indigeni sono diventati più a buon mercato (-0,1%), mentre sono più cari quelli importati (+1,5%). Si spende meno per gli alimentari (-0,4% mensile e -0,8% annuo), ma di più per energia e abitazione (rispettivamente +0,2% e +1,5%), una voce che comprende anche le pigioni.
L’indicatore elvetico di aprile è a livelli sensibilmente inferiori di quelli dell’Eurozona (3,0%, in rialzo dal 2,6% di marzo), mentre riguardo agli Stati Uniti l’ultimo dato concerne l’indice PCE (Personal Consumption Expenditures), che in marzo è salito del 3,5%.
Costo della vita calcolato e percepito
Il rincaro stabilito dall’UST ha una grande importanza in vari ambiti: dalle negoziazioni salariali agli affitti, passando per la fissazione degli alimenti nell’ambito dei divorzi. Come noto l’efficacia dell’indice dei prezzi al consumo nell’illustrare il costo della vita percepito dai consumatori è peraltro spesso al centro di grandi discussioni. Questo è particolarmente vero in Svizzera perché, per motivi metodologici, il tasso calcolato dai funzionari di Neuchâtel non comprende i premi dell’assicurazione malattia di base, un punto di spesa che anche nel 2026 è in forte progressione nei bilanci delle famiglie elvetiche.
RG 09.00 del 05.05.2026








