Il tasso di inflazione nell'Eurozona si è attestato all'8,6% a gennaio 2023, in lieve arrotondamento dall'8,5% della stima diffusa a inizio mese e in calo rispetto al 9,2% di dicembre.
La componente principale è quella dei prodotti alimentari, alcolici e tabacco (+2,94%). Lo comunica Eurostat. Per l'Italia l'inflazione a gennaio risulta al 10,7%, inferiore al 10,9% della stima flash e al 12,3% di dicembre. Considerando l'intera UE l'inflazione è ora pari al 10%, rispetto al 10,4% registrato nel dicembre 2022. I tassi più bassi sono quelli dichiarati in Lussemburgo (5,8%) e Spagna (5,9%), i più elevati in Ungheria (26,2%), Lettonia (21,4%) e Repubblica Ceca (19,1%).
RG 12.30 del 23.02.2023 La corrispondenza di Guido Plutino
RSI Info 23.02.2023, 12:48
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È il terzo mese consecutivo che l'inflazione si mostra in calo, dopo il livello massimo del 10,6% registrato in ottobre. Sembra il segnale che la politica monetaria restrittiva attuata in primis dalla Banca Centrale Europea sta dando i frutti sperati. BCE che negli scorsi mesi si è vista costretta ad alzare il costo del denaro in più occasioni e che ha già preannunciato che ripeterà l'operazione ancora nelle prossime settimane.
Per tornare al dato di gennaio, a contribuire ad abbassare il livello del rincaro è stato, in buona parte, il prezzo dell'energia, diminuito, mentre quello dei generi alimentari è in leggero aumento. A titolo di paragone ricordiamo che in Svizzera lo scorso mese il rincaro era stato del 3,2%: è il livello più basso di tutto il Vecchio continente.





