Economia e Finanza

Francia, scoppia scandalo riciclaggio

Somme colossali. Indagini anche in Svizzera e 2 arresti

  • 13.10.2012, 21:07
  • 4 maggio, 12:42
Il Municipio del 13mo arrondissement di Parigi

Il Municipio del 13mo arrondissement di Parigi

  • KEYSTONE

Scalpore a Parigi per la notizia del presunto coinvolgimento di una Consigliera comunale del 13/o arrondissement, Florence Lamblin (Verdi), in un giro di riciclaggio di denaro proveniente dal traffico di droga.

Somme colossali

La donna, fermata ieri sera, è sotto inchiesta da stamattina con l'accusa di riciclaggio di denaro sporco e associazione per delinquere, insieme ad altre 8 persone, tutti insospettabili, manager o “colletti bianchi” della capitale francese. Secondo gli inquirenti, si parlerebbe di «somme astronomiche», probabilmente milioni di euro, e di non meno di 8 tonnellate di cannabis, oltre a diverse armi, in un traffico che collegava la Francia al Nordafrica via Spagna.

Un "errore giudiziario" per la Consigliera comunale coinvolta

Un «errore giudiziario», dice l'avvocato della donna, Jerôme Boursican, che proclama l'innocenza della sua assistita, affermando che sarebbe rimasta coinvolta nella vicenda solo perché conoscente di un altro accusato. «Si parla di lei solo perché occupa una posizione pubblica», ha detto ancora il legale ai microfoni di Europe 1, smentendo poi la notizia, diffusa nel primo pomeriggio da alcuni media transalpini, del ritrovamento di un'ingente somma di denaro a casa della Lamblin. Parole che non sono però bastate a calmare il polverone politico e mediatico intorno alla vicenda, costringendo la consigliera a dimettersi in attesa di sviluppi.

La "pista svizzera"

Nell'ambito della stessa vicenda, mercoledì 10 ottobre, 3 persone sono state fermate a Ginevra. Due di loro (2 fratelli svizzeri di origine marocchina) sono state poste in detenzione preventiva ieri per riciclaggio in banda organizzata e per mestiere. Sui due - fratelli - pesano anche le accuse di infrazione alla legge sugli stupefacenti e falsità in documenti. La terza persona sospettata, una donna che dovrà rimanere a disposizione della giustizia, è stata rimessa in libertà, ha indicato la portavoce del Ministero pubblico, Sophie Bernard.

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