Il Consiglio degli Stati si è espresso oggi a favore del voto elettronico. Con 27 voti contro 17 e 2 astensioni la Camera alta ha approvato il cambiamento del regolamento interno, adeguandosi al sistema già praticato da tempo al Nazionale.
Tramonterà così il voto per alzata di mano. Il problema si era posto a causa di discussioni sull'esito di votazioni durante la sessione di dicembre e, da ultimo, per gli articoli su un conteggio errato in occasione del dibattito sul credito per i Gripen, martedì. L'ennesimo sbaglio, rivelato dalla Neue Zürcher Zeitung, potrebbe essere stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
I senatori voteranno così pigiando un bottone. I risultati verranno poi visualizzati su un tabellone, ma il pubblico continuerà a non sapere chi ha votato "sì" e chi "no", tranne che per voti sull'insieme di un progetto, a maggioranza qualificata e finali, e quando una decina di "senatori" almeno ne farà richiesta. La trasparenza totale è stata infatti respinta con 24 voti contro 18.
Nell'autunno scorso la proposta di passare all'elettronica era stata bocciata e anche stavolta la commissione raccomandava un "no" all'iniziativa parlamentare di This Jenny (UDC). Nel frattempo alcuni membri della Camera dei cantoni hanno cambiato idea.
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