L’industria del cioccolato elvetica ha avuto il vento in poppa nel 2013, dopo due anni condizionati dalla forza del franco. Chocosuisse, organizzazione mantello che raggruppa 18 produttori, ha visto il suo fatturato progredire del 3,1% a 1,68 miliardi di franchi. In termini di volumi, l’incremento è stato del 3,9% a 179'061 tonnellate.
I ricavi in Svizzera sono aumentati del 2,2% a 891 milioni, malgrado la pressione sui prezzi nel commercio al dettaglio. La meteo più fredda verso la fine dell’anno ha contribuito ad accrescere il consumo: ogni abitante ha mangiato in media dodici chili di cioccolato, 100 grammi in più che nel 2012.
Sono state però soprattutto le esportazioni, nonostante il problema dei cambi monetari, a contribuire al positivo andamento messo a bilancio: le vendite all’estero sono aumentate del 4,1% e hanno costituito il 61% della cifra d’affari. Quasi un quarto è finito in Germania, prima importatrice davanti a Gran Bretagna, Francia e Canada. Crescono però anche mercati emergenti come Arabia Saudita, Cina, Russia e Turchia.
ATS/pon





