Il mondo è destinato ad affrontare un periodo di penuria di vino (l'offerta è in calo da quasi un decennio) e tra qualche anno il prezzo delle bottiglie potrebbe esplodere. Lo sostiene uno studio della banca americana Morgan Stanley.
Nel 2004 la produzione mondiale di vino aveva raggiunto il suo apice e il settore presentava un'eccesso di offerta di 600 milioni di casse di bottiglie. Da allora la riduzione è stata costante e nel 2012 la domanda di vino (spinta dai consumatori russi, cinesi e di altri paesi emergenti) ha superato l'offerta di 300 milioni di casse. Una situazione di scarsità che lo studio prevede si verificherà anche nei prossimi anni.
"A corto termine gli stock diminuiranno poiché il consumo sarà dominato dalle produzioni degli anni passati" ma quando arriverà il momento di mettere sul mercato quella dell'annata viticola 2012 Morgan Stanley prevede "una penuria con un balzo della domanda e dei prezzi all'esportazione".
Secondo la banca ad approfittare della tendenza saranno l'Australia, il Sud America, il Sud Africa e la Nuova Zelanda. La situazione si farà invece tesa in Europa, al contempo grande regione produttrice ma anche forte consumatrice.
ATS/Diem.




