Il ministro della giustizia iracheno ha reso noto che martedì, in Iraq, sono state impiccate 17 persone, dopo che queste erano state condannate a morte per “atti di terrorismo”.
51 giustiziati nel 2012, 68 nel 2011
Al riguardo, lo stesso Hassan al Shammary ha aggiunto che il suo Ministero “continuerà ad applicare le giuste punizioni ai criminali che hanno sparso il sangue degli iracheni”. Le persone giustiziate ieri si aggiungono alle 34 (tra le quali due donne e un siriano) di cui le autorità avevano già dato notizia, uccise il 19 gennaio di quest'anno. Nella grandissima maggioranza dei casi i condannati erano stati riconosciuti colpevoli di atti di terrorismo.
Nei giorni scorsi, il paese aveva inoltre comunicato che, nel 2011, ha messo a morte 68 persone, di cui tre donne, un tunisino, un egiziano e un marocchino.
Moratoria contro la pena di morte
I fatti avvengono dopo che la scorsa settimana, l'Alta commissaria dell'ONU per i diritti umani, Navy Pillay, aveva chiesto a Baghdad di "attuare immediatamente una moratoria sulla pena capitale", dicendosi "scioccata" per l'alto numero di condannati giustiziati in un solo giorno nel paese, riferendosi in particolare alle recenti uccisioni del 19 gennaio.






