Economia e Finanza

Industria automobilistica tedesca in crisi, la Svizzera ne risente

Dalla Germania arrivano meno richieste di componenti - Le cause: la concorrenza con altri Paesi più all’avanguardia nell’elettrico

  • Un'ora fa
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Industria dell'auto tedesca in crisi, ripercussioni in Svizzera

Telegiornale 27.03.2026, 20:00

Di: Telegiornale - Giuliano Gasperi / FCi 

Nella Svizzera orientale numerose aziende sono in crisi. Si tratta di ditte che esportano componenti per la produzione delle vetture in particolare in Germania, dove l’industria automobilistica è in crisi.

Il settore MEM, che riunisce industria meccanica, elettrica e metallica è un gigante in Svizzera, con 300’000 dipendenti. Ma qualcosa sta cambiando a causa del crollo delle richieste dalla parte della Germania: “I licenziamenti in questo settore sono aumentati molto, in particolare nei cantoni Turgovia e San Gallo”, spiega ai microfoni del quotidiano Anke Gähme, responsabile del sindacato UNIA per la Svizzera orientale. “Ci sono aziende come la Mubea che qui hanno chiuso completamente. Altre hanno tagliato alcune decine di impieghi. Sempre appena sotto la soglia dei licenziamenti collettivi, per non doverli segnalare”.

Ma come si spiega la difficoltà del settore automobilistico in Germania? Klaus Friesenbichler, dell’Istituto austriaco di ricerca economica, spiega che “la domanda si è spostata rapidamente verso la mobilità elettrica e i costruttori tedeschi non sono riusciti a tenere il passo della concorrenza internazionale”. Inoltre, indica l’economista, “hanno scelto partner commerciali sbagliati”. Questo ha portato i concorrenti a produrre auto elettriche migliori e più economiche. “In Europa abbiamo molte competenze in questo ambito, ma non siamo all’avanguardia”.

Friesenbichler: ”Le auto elettriche hanno bisogno di un terzo della manodopera”

Secondo gli esperti, la domanda di automobili sarà sempre più orientata su quelle elettriche e ibride. E questo potrebbe generare un terremoto a livello occupazionale: “Oggi sappiamo che i veicoli elettrici richiedono circa un terzo della manodopera in meno”. Resta da capire come questo cambiamento si ripercuoterebbe sulle aziende elvetiche che forniscono i componenti. Ma i segnali non sono incoraggianti: a fine 2025 circa il 40% di esse aveva registrato un calo degli ordini e del fatturato rispetto all’anno precedente e i primi mesi del 2026 non stanno andando meglio.

Gähme: “Le aziende devono ampliare il loro raggio d’azione”

Per Anke Gähme, però, le aziende possono fare qualcosa: “Il settore MEM non lavora solo per auto. Ci sono realtà importanti come Huber, Suna e Bühler che operano in altri ambiti. Non resta che consigliare alle aziende di ampliare il loro raggio d’azione”.

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