Il presidente della Kobe Steel Hiroya Kawasaki si è inchinato e ha chiesto ufficialmente scusa giovedì, ammettendo che nuovi scandali potrebbero emergere dall'inchiesta interna che il colosso siderurgico giapponese ha avviato dopo la scoperta della falsificazione (all'insaputa degli amministratori) dei dati sulla resistenza di prodotti di polvere di ferro, alluminio e rame.
L'inchino di scuse del presidente del gruppo, Hiroya Kawasaki
Le autorità di Tokyo hanno dato due settimane di tempo all'azienda per fare chiarezza e stabilire se quanto venduto rispettasse o meno gli standard di qualità prescritti. Sono oltre 200 le società clienti che restano in attesa: quel materiale è stato usato per costruire treni, aerei, razzi e automobili. Nell'elenco ci sono anche i costruttori di vetture Honda, Subaru, General Motors e Toyota, oltre alla Boeing. Non sono per ora state disdette ordinazioni né richieste di risarcimenti, mentre la borsa ha già emesso la sua sentenza: il titolo ha perso in pochi giorni un terzo del suo valore.
RG 12.30 del 12.10.2017 Il servizio di Johnny Canonica
RSI Info 12.10.2017, 14:44
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