Il Consiglio direttivo della BCE, presieduto dall’italiano Mario Draghi, ha deciso di mantenere invariato all'1% il tasso di riferimento principale di Eurolandia. Anche il tasso marginale è rimasto all'1,75% e quello sui depositi allo 0,25%.
La decisione era attesa dal mercato, che aveva previsto questa pausa dopo la seconda grossa iniezione di denaro operata pochi giorni fa a favore degli istituti di credito europei; due maxi-prestiti che secondo Mario Draghi sono stati "un successo incontestabile" che ha riportato "fiducia nella zona euro".
Per quest'anno prevista recessione
Quanto al futuro andamento dell'economia, la BCE ha fatto mostra di pessimismo, rivedendo al ribasso le stime: nel 2012 il PIL complessivo dei paesi che hanno adottato la moneta unica dovrebbe scendere dello 0,1%, contro il +0,3% delle precedenti previsioni; nel 2013 si dovrebbe tornare in crescita, ma solo dell'1,1% e non dell'1,3% in precedenza pronosticato.





