Il gruppo tecnologico e di armamenti Ruag ha pagato un riscatto al gruppo hacker AKIRA dopo un attacco informatico alla sua filiale americana. La decisione - rivelata sabato mattina alla SRF nell’articolo Bundeskonzern Ruag zahlt Lösegeld an Hackergruppe - va contro le raccomandazioni della Confederazione (proprietaria di Ruag) che sconsiglia fermamente di cedere alle richieste dei criminali informatici.
L’attacco è avvenuto lo scorso autunno. Gli hacker sono penetrati nei sistemi della Ruag LLC negli Stati Uniti, rubando grandi quantità di dati. Hanno poi minacciato di pubblicare informazioni militari riservate se l’azienda non avesse pagato.
“Abbiamo pagato e fortunatamente abbiamo recuperato tutti i dati”, ha dichiarato Jürg Rötheli, presidente del consiglio di amministrazione della Ruag, nella trasmissione Samstagsrundschau. Si tratterebbe di una “somma minore”, secondo il dirigente, che non ha voluto precisare l’importo. Secondo i media, il gruppo AKIRA chiede riscatti nell’ordine delle centinaia di migliaia di franchi.
La decisione è controversa perché arriva da un’azienda federale. L’Ufficio federale per la cibersicurezza sconsiglia infatti di pagare riscatti. Ogni pagamento finanzia attività criminali e motiva gli aggressori a continuare, si legge nelle linee guida ufficiali.
Jürg Rötheli ha spiegato che la Ruag ha discusso la decisione internamente e si è consultata con esperti legali statunitensi. Il gruppo ha agito nell’ambito della propria autonomia imprenditoriale.
Il Dipartimento della Difesa (VBS), che rappresenta la Confederazione come proprietaria della Ruag, ha fatto sapere di non essere stato informato prima del pagamento. Per il momento non ha voluto commentare.
Gli attacchi ransomware del gruppo AKIRA
Il gruppo AKIRA, attivo dal marzo 2023, agisce con cosiddetti attacchi ransomware: acquisisce illegalmente i dati della vittima per poi crittografarli. E quindi chiede il pagamento di un riscatto. Se questo non viene pagato, AKIRA non solo non fornisce la chiave di decrittazione ma pubblica anche i dati sul darknet.
Dure le critiche del consigliere nazionale UDC Mauro Tuena, esperto di sicurezza e imprenditore informatico. “Sono scioccato. Questo gruppo hacker ora sa che la Confederazione è disposta a pagare riscatti. Il segnale all’esterno è devastante”, ha affermato. Secondo Tuena, è irrilevante che la Ruag sia una società per azioni di proprietà federale e non faccia parte dell’amministrazione. Ha anche criticato la decisione di rendere pubblico il pagamento.
La Ruag difende la sua scelta. La decisione è stata corretta, sostiene l’azienda, come dimostra il fatto di aver recuperato tutti i dati e limitato al minimo i danni finanziari e di sicurezza.
Articolo legato a SRF 4 News, 6.6.2026, 7:00

Hacker contro RUAG
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