Economia e Finanza

"La libertà è aprire una porta"

La testimonianza a Moby Dick e al TG di Domenico Quirico, giornalista italiano per 5 mesi ostaggio degli insorti in Siria

  • 19.10.2013, 18:34
  • 4 maggio, 12:02
domenico quirico emma bonino ky.JPG

“Si sopravvive perché quando è ostaggio uno non è solo, ha la consapevolezza che ci sono altre persone che soffrono, la famiglia che ha lasciato a casa. La forza di resistere è la volontà di ritrovare quelle persone e porre fine alla loro sofferenza. Erano loro i veri ostaggi”. Parole di Domenico Quirico, inviato di guerra de La Stampa e vittima di un sequestro da parte degli insorti in Siria, protrattosi per cinque mesi fino all’8 settembre e costellato da violenze, da due false esecuzioni e da due falliti tentativi di fuga. Quirico era ospite venerdì del Telegiornale e oggi (sabato) di Moby Dick su Rete Due, trasmissione andata in onda anche in streaming su rsi.ch. "Ho pensato di essere morto e che l'essere chiuso in una stanza fosse il mio inferno", ha raccontato. "La libertà è aprire una porta".

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  • RG 12.30 QUIRICO - RETE2 19.10.13.MUS

    RSI Info 19.10.2013, 14:28

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Quella volontà di libertà era presente anche nel desiderio di rileggere Moby Dick, il libro che la simboleggiava e che Quirico avrebbe voluto avere con sé.

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  • quirico voleva moby dick.MUS

    RSI Info 19.10.2013, 18:14

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"Il problema principale per una persona che è ostaggio sono la solitudine e la battaglia con il tempo, quasi sempre persa", ha testimoniato il corrispondente di guerra.

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  • quirico solitudine.MUS

    RSI Info 19.10.2013, 18:14

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"Fossi stato da solo non sarei qui a raccontare la mia storia", ha detto ancora, perché quelle settimane di prigionia sono la storia di una permanente condizione di umiliazione.

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  • quirico l'umiliazione.MUS

    RSI Info 19.10.2013, 18:13

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Al ritorno Quirico ha scritto e parlato della Siria definendola il paese del Male, perché delle migliaia di persone incontrate solo una è stata capace di un gesto di compassione, quello di dargli la possibilità di chiamare la famiglia "dopo due mesi di totale silenzio".

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  • quirico il paese del male.MUS

    RSI Info 19.10.2013, 18:13

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Era già stato in Libia e anche lì era stato rapito e trattenuto per tre giorni. Aveva rischiato la vita e il suo autista era stato ucciso davanti ai suoi occhi. Ma allora, perché andare in Siria, un paese tanto pericoloso? "La risposta è semplice, perché il mestiere del giornalista consiste nel raccontare la storia di chi soffre".

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  • quirico il mestiere del giornalista.MUS

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