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Test Drive - Ritorna l'avventurosa Africa Twin di Honda

  • 22.06.2016, 21:26
  • 4 maggio, 15:24
Un'avventura che non tramonta mai

Un'avventura che non tramonta mai

Non c’è probabilmente nessuna componente in comune tra la prima versione degli anni '80 e la moto di oggi, ma, sia su strada che in fuoristrada, la nuova CRF1000L incarna la sostanza e lo spirito che hanno reso leggendaria l'Africa Twin, e non per nulla si annuncia come una delle dominatrici del mercato 2016. In produzione una versione standard (senza controllo elettronico) in vendita al prezzo base di 15'230 franchi, una intermedia dotata di ABS e HSTC (per regolare il controllo sulla ruota posteriore), e una che a questi due elementi aggiunge pure il cambio a doppia frizione DCT per 16'910 franchi. Ed è questa moto top di gamma che abbiamo potuto provare.

La presentazione della casa

Montagne, deserto, rocce, sabbia. E tutto ciò che sta nel mezzo. Conquistali alla guida dell'Africa Twin. La prima Africa Twin era stata progettata per affrontare i più duri raid intorno al mondo. Ora, è tornata per ridefinire gli standard della categoria Adventure stabiliti nel 1988.

Le caratteristiche del design

Il look è ovviamente quello fuoristradistico, affusolato e con sovrastrutture poco estese, robuste ma leggere, che offrono un'ottima protezione aerodinamica in viaggio, tanto che la testa non subisce mai sballottamenti, nemmeno quando si viaggia in due. Particolarmente studiate le feritoie del cruscotto. Questo è uno dei punti forti di questo modello per chi parte per lunghe cavalcate. A livello di estetica impressiona pure il doppio luminosissimo faro a LED, al quale si possono aggiungere i due faretti antinebbia, per un'illuminazione della strada in stile campo da calcio. Diverse le colorazioni disponibili a dipendenza della versione.

Sguardo sulla strumentazione

La strumentazione con display LCD a retroilluminazione negativa è disposta verticalmente come sulle moto da rally. Se da una parte è di facile gestione grazie ai due tasti sulla manopola sinistra, dall'altra con la luce diurna una o più righe dei dati sono di difficile lettura a causa del riflesso della parte centrale del manubrio (uno scotch nero risolve il problema). Perfetta invece la visione notturna.

Motore, dettagli ma non troppi

Il bicilindrico parallelo ci ha davvero impressionati durante il test, essendo capace di una spinta dolce e lineare ma grintosa a qualsiasi regime e su ogni tipo di percorso, grazie a una potenza di 95CV a 7'500 giri e una coppia che raggiunge il massimo di 98Nm a 6'000 giri. Il tutto accompagnato da un sound che soddisfa sia ai bassi che agli alti regimi. Il cambio a 6 rapporti assicura cambiate precise e veloci, sia nelle impostazioni automatiche che nella gestione manuale delle marce.

Qualche colpo di ciclistica

Il telaio è a semi-doppia culla in acciaio, voluto per garantire equilibrio e stabilità ad alta velocità, anche a pieno carico e in situazione di fuoristrada, dove la luce da terra di ben 250mm permette di superare qualsiasi ostacolo. La forcella rovesciata così come il monoammortizzatore (con registro idraulico del precarico per velocizzare l'operazione) sono pluriregolabili. per quanto riguarda i cerchi a raggi, l'anteriore è da 21 pollici mentre il posteriore di 18. Ciò consente di installare specialistici pneumatici tassellati in alternativa a quelli polivalenti di primo equipaggiamento.

Africa Twin

Le sensazioni in sella

Nonostante la stazza imponente, la nuova Africa Twin è leggera (228kg con pieno di benzina) e maneggevole. Una caratteristica che unita a una posizione di guida ottima (sella regolabile in altezza) accresce il controllo del mezzo e sin da subito regala il feeling giusto per piegare senza timori. Anche sulle strade bagnate o sconnesse la moto mantiene la linea scelta senza mai scomporsi, mettendo in evidenza un bilanciamento perfetto di tutte le componenti. Se ad un primo approccio il cambio sequenziale a doppia frizione DCT può sembrare complicato, non ci vogliono più di 10km per capirne il funzionamento, anche se la mano sinistra continuerà a cercare la frizione anche dopo qualche giorno, lì dove invece si trova la leva del freno a mano (che resta però ben lontana per evitare problemi). Le modalità previste sono una manuale "MT" (Manual Transmission), che permette di cambiare le marce agendo sulle palette al manubrio o con la leva al piede sinistro, e due automatiche "AT" (Automatic Transmission). La "D" (Drive) è ideale per massimizzare l’efficienza dei consumi e in viaggio, la "S" (Sport), articolata su tre livelli, mantiene più a lungo il motore ad alti giri prima di cambiare. La nostra preferita durante il test si è rivelata essere la S1, che non scala troppo in fretta come la D (in 5a a 50km/h), e non tiene troppo a lungo ad alti giri il motore. Tra i vari accessori, per una moto di questo genere, meritano due parole le valigie. Se quella sul lato sinistro è molto spaziosa, quella dalla parte dello scarico purtroppo non è così capiente. Da notare che è possibile avere una chiave sola per accensione e il set bauletto-valigie.

Luca Steens

La Zavorrina

Comoda, comoda, comoda. Non c’è altro aggettivo per descrivere la nuova AfricaTwin perché, azzardando un paragone, il cambio automatico è praticamente la quinta stella della classifica degli hotel…il lusso del comfort. Il viaggio, senza il minimo strappo, diventa puro relax per il passeggero e ci si può godere appieno i paesaggi. Se poi si è stanchi del viaggiare slow, chiamiamolo così, si può sempre tornare alle cambiate manuali ma questo non cambia le sensazioni positive. Da provare! (NR)

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