Range Rover non è una semplice automobile. Né tantomeno un comune fuoristrada. È uno status symbol su quattro ruote. Abbiamo provato la Sport, in allestimento Autobiography e motore otto cilindri Diesel da 4,4 litri, 339 CV e una coppia massima di 700 Nm da 1'750 giri. Propulsore che nonostante la notevole massa in gioco – siamo oltre le 3 tonnellate a pieno carico, meglio non scordarlo – si è “accontentato” di poco più di 10 litri di gasolio ogni 100 km.
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C’è tanta tecnologia a bordo delle Range Rover di ultima generazione. La gestione elettronica di tutte le situazioni possibili riguardanti il fuoristrada, i sistemi di sicurezza attiva e passiva, l’assistente al parcheggio, un’intera batteria di telecamere che proiettano nello schermo tutto ciò che si trova attorno alla vettura – comode anche per districarsi nelle manovre cittadine - sospensioni adattative, impianto multimediale. Il risultato. Grande sensazione di controllo della strada in ogni momento. Perché quando vuole questa Range sa restare incollata all’asfalto. Ma pure confort di alto livello, come ci si aspetta da una vettura che di listino parte da 121'500 franchi. Eppure qualche problemino l’abbiamo incontrato. Ad esempio la panne del climatizzatore che però nei (rari) giorni di caldo di questa estate bizzarra non ha fortunatamente creato troppi problemi.
Si è per contro rivelata molto utile la terza fila di sedili – una novità in questa generazione della Sport – che si cela nel bagagliaio e può essere messa in posizione attraverso dei comandi elettrici. Così come il gancio di traino che scompare dietro il paraurti tramite servocomando. Sono solo due degli esempi dei sistemi usati da Range Rover per "coccolare" i propri clienti.
Antonio Civile





