L'erosione dei prezzi constatata nel commercio al dettaglio in Svizzera è destinata a concludersi presto, stando all'analisi del settore realizzata annualmente dal Credit Suisse in collaborazione con la Fuhrer & Hotz.
La flessione del 2% nel 2012 ha gravato sui margini di guadagno. Per l'esercizio in corso, il 62% dei commercianti si attende un aumento del fatturato, ma solo la metà una crescita degli utili.
Lo studio si occupa anche di turismo degli acquisti: lo scorso anno sono stati spesi all'estero 5-6 miliardi di franchi (+25%), oltre la metà dei quali in Germania, ma il picco è stato raggiunto e ora si assisterà a una stabilizzazione su livelli elevati, pronosticano gli esperti, che rilevano pure: tre quarti della popolazione vivono a meno di 60 minuti di auto da un supermercato straniero. Solo i cantoni con orari di apertura molto liberali, come Zurigo, riescono a reggere la concorrenza durante la settimana, mentre nel weekend tutti i paesi limitrofi, Austria a parte, offrono maggiore comodità. A spingere gli svizzeri a passare il confine per fare la spesa è però soprattuto la maggiore convenienza per effetto dell'evoluzione del cambio fra franco e euro.





