Economia e Finanza

"Più mercato e meno Stato"

La Cina presenta le sue riforme economiche e crea un organo che si occuperà della sicurezza nazionale; verso l'abolizione della legge sul figlio unico

  • 13.11.2013, 18:02
  • 4 maggio, 12:06
Xi Jinping, Deng Xiaoping, Mao

Xi Jinping, Deng Xiaoping, Mao

  • reuters

La Cina ha deciso di varare una serie di riforme economiche. Sul piano politico invece, le aperture rimangono limitate, quasi assenti. Dopo quattro giorni di conclave segreto, il terzo plenum del 18esimo Comitato centrale ha annunciato ieri, martedì, le decisioni adottate. Le parole chiave sono: più mercato meno Stato, approfondimento onnicomprensivo delle riforme e mantenimento dell’autorità del partito.

Il leader Xi Jinping si è prefissato di vedere i primi risultati già nel 2020, muovendosi nel solco delle aperture decise negli anni Ottanta dal suo predecessore Deng Xiaoping. La ricetta è semplice. Tenuto conto della crisi economica, Pechino si deve adeguare e l’unica strada per non perdere pezzi è quella di depotenziare le aziende di Stato, liberalizzando settori chiave dell’economia. Alcuni media cinesi sostengono che le linee guida approvate potrebbero aprire alla concorrenza in settori come ferrovie, finanza e telecomunicazioni.

Verso l'abolizione del figlio unico

Ma le novità non si fermano qui. Saranno costituiti due nuovi organismi: uno che dovrà guidare l’attuazione delle riforme, l’altro che si occuperà della sicurezza nazionale (che dipenderà dal Ministero dell’interno), tema questo molto sentito dai vertici cinesi. Sulla questione figlio unico si potrebbe anche in questo caso assistere a una rivoluzione storica: il comitato ha prospettato in futuro una possibile abolizione di questa legge. Passate sotto silenzio invece, a causa di divisioni interne al partito, le leggi sulla lotta alla corruzione e allo smog.

AlesS

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  • RG 18.30 la corrispondenza

    RSI Info 13.11.2013, 12:52

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