La Commissione della concorrenza (COMCO) ha inflitto una multa di 80 milioni alle aziende che hanno formato un cartello tra i grossisti del settore degli impianti sanitari in Svizzera. Dagli anni '90 questi importanti commercianti hanno concordato prezzi e quantità danneggiando i clienti finali e, a a volte, anche gli installatori.
I grossisti formanti il cartello (la maggioranza delle aziende del ramo) nel periodo dal 1997 al 2001 si sono accordati su: margini, prezzi lordi, corsi di cambio con l'euro, costi per trasporti, ribassi e categorie di sconti su: apparecchi per i bagni (lavabi, wc, cassette di scarico, vasche, docce), rubinetteria, arredamento di lavanderie e wellness. Inoltre hanno stabilito di escludere i produttori che non hanno voluto vendere in esclusiva i loro prodotti attraverso di loro. Questo ha impedito l'accesso al mercato elvetico di alcune imprese.
La maggioranza dei grossisti di impianti sanitari è membro dell'Unione svizzera del settore che ha operato da piattaforma per la conclusione degli accordi e per questo è stata multata con: Cement Roadstone Holding plc, BR Bauhandel AG [Richner], Gétaz-Miauton SA, Reco Regusci SA, Sanitas Troesch AG, SABAG Holding AG, Bringhen AG, SAB Sanitär Burgener AG, Sanidusch AG, Kappeler AG e Innosan SA. Archiviate invece le procedure nei casi della Später Chur AG e della San Vam SA.
Red.MM/ATS/Swing
Dal TG12.30:
PP 12.00 del 03.07.15 - Il servizio di Alessio Veronelli





