Piccoli e medi istituti di credito elvetici sono destinati a soffrire nei prossimi anni: intervistato dal Sonntagsblick, il CEO di UBS predice la scomparsa del 20-30% di essi, ovvero 60-80 banche destinate a perdere la loro autonomia.
Il manager ticinese attribuisce a una classe politica "troppo debole per difenderla" la colpa delle difficoltà della piazza finanziaria, che attraversa un momento difficile di fronte alla concorrenza di Singapore e Hong Kong "che crescono troppo rapidamente e supereranno la Svizzera nel giro di qualche anno".
Sono turbolenze che non toccano l'istituto diretto da Ermotti: "Siamo attivi su tutti i mercati in crescita", spiega il direttore generale di UBS, "e in Asia occupiamo il primo posto". Ma non tutte le banche svizzere possono godere della medesima presenza globale.
pon/ATS





