Economia e Finanza

Standard dell'OCSE ma niente più

In campo fiscale il Nazionale contrario a altre concessioni

  • 29.02.2012, 18:24
  • 4 maggio, 12:35
La Paradeplatz, simbolo del potere bancario svizzero

La Paradeplatz, simbolo del potere bancario svizzero

  • KEYSTONE

Prima di interessarsi da vicino all'accordo di doppia imposizione con gli Stati Uniti , il Consiglio nazionale ha approvato un ulteriore addolcimento del segreto bancario.

Con 113 voti contro 58, la Camera bassa ha infatti rivisto la legge che regola l'assistenza amministrativa in tema fiscale ancorandola agli standard dell'OCSE, ovvero permettendo, in particolare, la cooperazione anche in caso di evasione e non solo di frode fiscale. Il dossier passa ora agli Stati.

"Si dovrà legiferare ancora"

La norma rivisitata "sarà presto superata", ha dichiarato la deputata socialista basilese Susanne Leutenegger Oberholzer. Le domande raggruppate, e non solo su singoli casi, saranno presto la prassi a livello internazionale e Berna sarà nuovamente chiamata a legiferare. Lo stesso vale per il tanto vituperato scambio automatico di informazioni, hanno sostenuto i Verdi, gli unici a voler rispedire il progetto al Governo.

Difesa della piazza finanziaria

I partiti borghesi, però, si sono schierati compatti a sostegno delle parole del presidente del PLR Fulvio Pelli, secondo il quale, nell'interesse della piazza finanziaria elvetica, non vanno fatte ulteriori concessioni generalizzate. La proposta della sinistra di concedere a tutti i paesi assistenza su domande raggruppate è stata quindi respinta.

Si potrà andare oltre gli standard dell'OCSE solo nel quadro degli accordi bilaterali che la Confederazione sta concludendo con tutta una serie di paesi, come appunto gli Stati Uniti. E nessuno rimette in discussione il segreto bancario, ha ricordato la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf.

Dati rubati? Nessuna assistenza

Seguendo l'invito del Governo, i deputati hanno deciso di negare qualsiasi assistenza anche in caso di rogatorie basate su dati bancari rubati, come quelli di cui sono entrati in possesso i servizi fiscali di alcuni Land tedeschi. L'UDC avrebbe preferito una formulazione più restrittiva, che escludesse anche informazioni acquistate oppure trasmesse illegalmente.

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