Gallery video - Strage in campo: rimozioni e dimissioni
I Fratelli musulmani egiziani, principale forza politica eletta nelle recenti legislative, hanno reagito alle incredibili scene da guerriglia urbana successe ieri sera affermando che l’uccisione di 74 persone durante la partita di calcio a Port-Saïd è ad opera di “una mano invisibile”. I feriti, secondo un bilancio non definitivo, sarebbero quasi 1000.
Rimossi presidente e Consiglio federazione calcio
Nel primo pomeriggio il premier egiziano Kamal el Ganzuri ha rimosso dall'incarico il presidente e il Consiglio della federazione calcio, decidendo allo stesso tempo di sottoporli a inchiesta per gli incidenti. Lo stesso Ganzuri ha riferito che il governatore della provincia di Port-Said ed il capo della polizia locale avevano rassegnato le dimissioni.
Arresti in vista
Il procuratore generale egiziano ha chiesto l'arresto del direttore della sicurezza di Port Said e del capo delle investigazioni criminali della città per i violenti incidenti di ieri sera che allo stadio hanno provocato oltre settanta morti. Lo riferisce la televisione pubblica egiziana.
"Il peggiore disastro nella storia del calcio egiziano"
Le violenze sono scoppiate alla fine dell’incontro fra la squadra locale di Al Masry e il club Al Ahli. Il viceministro della Sanità Hesham Sheiha ha parlato del “peggiore disastro nella storia del calcio del paese”, mentre il capo del consiglio militare Hussein Tantawi ha promesso che chi ha ispirato queste violenze non la farà franca.
Forze di sicurezza incapaci di mantenere la calma
Il partito islamico ha quindi puntato il dito prima contro i sostenitori dell’ex presidente Hosni Mubarak accusandoli “di aver pianificato gli scontri” e poi contro le forze di sicurezza, incapaci, a loro avviso, di mantenere la calma durante gli scontri.
Mozione di sfiducia
Oltre ai Fratelli musulmani alcuni partiti e candidati alle presidenziali hanno chiesto che venga presentata una mozione di sfiducia al governo. La richiesta è stata avanzata da vari partiti moderati: il Wafd, gli Egiziani Liberi e il Fronte Democratico, oltre ad un movimento di giovani per la rivoluzione e al candidato salafita alla presidenza Hazem Abu Ismail.





