Il Credit Suisse ha chiuso il primo trimestre dell'anno meglio dell'ultimo del 2011. L'utile netto è stato di 44 milioni di franchi, superiore alle previsioni.
Il quarto trimestre si era chiuso l'anno scorso con una perdita di 637 milioni di franchi. Nei primi tre mesi del 2011 la banca aveva realizzato un utile di 1,14 miliardi.
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Il servizio di Luca Fasani
RSI Info 25.04.2012, 17:07
Rettifiche di valore
Gli analisti interrogati dall'agenzia Reuters avevano pronosticato una perdita di 400 milioni di franchi. Il vistoso calo rispetto al risultato del primo trimestre 2011 è riconducibile a ragioni contabili, ossia a rettifiche di valore per 1,554 miliardi di franchi delle proprie passività come richiesto dalle norme US GAAP, indica l'istituto in una nota odierna. L'utile netto normalizzato - che prescinde dalla normativa US GAAP - attribuibile agli azionisti è di 1,355 miliardi di franchi.
Andamento dell'investment banking
L'investment banking ha registrato una ripresa. Tale divisione negli ultimi tre mesi del 2011 aveva subito un crollo dei ricavi e chiuso i conti con un rosso ante imposte di 1,3 miliardi di franchi. Tra gennaio e marzo gli introiti sono saliti a 4,14 miliardi di franchi e il bilancio trimestrale evidenzia un risultato pre tasse di 993 milioni di franchi.
Nel private banking il Credit Suisse ha conseguito una raccolta netta di nuovi fondi di 8,4 miliardi di franchi. La divisione ha raggiunto un utile ante imposte di 625 milioni di franchi.
Reazione di Brady Dougan
“Abbiamo incominciato bene il 2012, iniziando a vedere gli effetti delle misure annunciate a metà 2011 per il rinnovamento del nostro modello di business e della nostra struttura di costi e l'allineamento alla nuova realtà. Abbiamo beneficiato del miglioramento delle condizioni dei mercati”, ha commentato il CEO Brady Dougan.
"Abbiamo consegnato dati dei collaboratori agli Stati Uniti"
Credit Suisse ha confermato oggi per la prima volta di avere consegnato dati di propri collaboratori alle autorità americane. “Il Consiglio federale ci ha autorizzati a fornire dati di collaboratori e noi li abbiamo trasmessi agli Stati Uniti”, ha dichiarato Brady Dougan, CEO della banca.
"La banca coopera strettamente con tutti i servizi coinvolti per risolvere il problema e spera al fine di trovare una soluzione" ha affermato Dougan, aggiungendo che è molto difficile dire quando ciò sarà possibile.
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