La procura di Parigi ha confermato lunedì quello che il ministro degli interni francese, Bernard Cazeneuve, aveva definito una “forte possibilità”: c'era un cittadino francese tra gli jihadisti apparsi nel video diffuso domenica dal sedicente Stato islamico (IS) nel quale si mostrava l’uccisione di una quindicina di prigionieri siriani e veniva rivendicata la decapitazione dello statunitense Peter Kassig.
Il filmato è stato analizzato dai servizi d’informazione che hanno stabilito che si tratta di Maxime Hauchard, nato nel 1992, originario della Normandia e partito per la Siria nell’agosto del 2013, ha precisato il ministro, che ha definito l’esecuzione degli ostaggi “un crimine abietto”.
Il sito internet del Daily Mail, in un articolo pubblicato in mattinata, aveva riportato che un altro giovane apparso tra i boia, un ventenne gallese di Cardiff, era stato riconosciuto da suo padre. Quest'ultimo, Ahmed Muthana, sembra però aver corretto le prime dichiarazioni, dicendo di non essere certo che si tratti proprio di suo figlio Nasser, apparso però in un altro filmato di propaganda dello Stato islamico di mesi fa.
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