Le elezioni legislative di medio termine svoltesi ieri in Argentina hanno confermato il verdetto delle "primarie" di due mesi fa favorevoli all'opposizione di centrodestra guidata da Juntos por el cambio (Jxc); il partito peronista di centro-sinistra del presidente Alberto Fernández, infatti, ha perso la maggioranza che aveva al Senato da quasi 40 anni.
Secondo il conteggio ufficiale, l'opposizione ha ottenuto il 40,1% dei voti nella provincia di Buenos Aires, che è il più grande centro abitato del Paese, mentre la coalizione del presidente ha ottenuto il 38,4%. Insieme per il Cambiamento ha fatto corsa in testa anche a Santa Fe, Córdoba, nella città di Buenos Aires e altri distretti con un importante peso elettorale.
Gli elettori hanno scelto 127 deputati (rappresentano la metà dei seggi della Camera dei deputati), e 24 senatori in otto province (un terzo della Camera alta).
Il risultato è stato visto come un voto di "punizione" contro il Governo Fernández per la disoccupazione e altre difficoltà provocate dal tonfo del 10% dell'economia argentina l'anno scorso, insieme all’inflazione sempre molto alta. Più del 40% dei 45 milioni di abitanti del Paese vive in povertà, la disoccupazione è vicina al 10% e l'inflazione in ottobre ha raggiunto un tasso annuale di quasi il 42%.
La giornata sfavorevole al Governo ha comunque mostrato un recupero di posizioni, soprattutto nella provincia di Buenos Aires, del partito Frente de todos (Fdt) che sostiene Fernández. Tuttavia i risultati hanno anche confermato la flessione governativa alla Camera, dove il Fdt è sul punto di perdere la condizione di partito di maggioranza relativa, che potrebbe passare all'oppositore Jxc.
Elezioni in Argentina
Telegiornale 14.11.2021, 21:00






