“I media non hanno scritto che i miei fans marciarono pacificamente e patriotticamente sul Campidoglio”. Parole di Donald Trump davanti ai deputati repubblicani riuniti martedì al Kennedy Center (ribattezzato di recente Trump-Kennedy Center), nel giorno del quinto anniversario dell’assalto di centinaia sostenitori MAGA al tempio della democrazia statunitense. Una giornata in cui il presidente ha voluto chiamare i compagni di partito a serrare i ranghi in vista delle elezioni di Midterm in cui - ha ammesso - il Grand Old Party perderà probabilmente dei seggi. La sua maggioranza alla Camera dei rappresentanti si è ridotta a 218 seggi contro 213 democratici in seguito al decesso del californiano Doug LaMalfa, mentre l’esponente del Wisconsin Jim Baird è ancora in carica ma assente perché si sta riprendendo dalle conseguenze di un grave incidente automobilistico.
“Se non vinciamo le elezioni di medio termine, subirò l’impeachment”, ha detto Trump, minimizzando il proprio ruolo nella rivolta e attaccando chi indagò contro di lui, per aver ignorato che quando parlò di elezioni rubate, quelle vinte da Joe Biden nel novembre del 2020, invitò a marciare su Capitol Hill ma non esortò a usare la violenza.
Peraltro, come rileva il corrispondente della RSI da Washington Andrea Vosti, quel giorno che “doveva essere l’atto finale della parabola politica di Donald Trump si è trasformato nel trampolino verso la sua seconda presidenza”. La narrativa dell’inquilino della Casa Bianca ha ribaltato il racconto, il consenso politico sulla condanna di quegli eventi è in gran parte evaporato nella classe politica e nella popolazione statunitensi.

Hakeem Jeffries durante l'evento commemorativo pubblicato dai democratici
Messi oggi in minoranza, i democratici hanno criticato martedì nel corso di un evento commemorativo il fatto che la storia di quel giorno sia stata riscritta - come ha affermato il deputato di New York Hakeem Jeffries - dimenticando le violenze che portarono al ferimento di 140 agenti di polizia. Ora attendono l’esito delle prossime elezioni, anche se non sono pochi a domandarsi come l’attuale inquilino della Casa Bianca, la cui popolarità è scesa sotto il 40%, potrebbe reagire a un’eventuale sconfitta.
Fra i suoi primi atti da presidente, Trump graziò a circa 1’600 persone condannate per quelle violenze, da lui definiti “i martiri del 6 gennaio”. Non tutti sono ancora dalla sua parte: Jake Angeli (Jacob Chansley all’anagrafe), lo “sciamano” che attraversò le sale del Campidoglio con il volto dipinto e un copricapo di pelliccia con le corna di bisonte, accusa oggi il presidente di aver tradito le promesse che avevano alimentato il movimento Make America Great Again. Si è dato alla politica e ha manifestato l’intenzione di candidarsi da indipendente alla carica di governatore dell’Arizona.





