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“La sfida di Leone contro i grandi poteri”

Dal concistoro straordinario, svoltosi a Roma, emergono i primi temi della strategia per il futuro della Chiesa - Lo storico del cristianesimo: “Un suo predecessore ha fermato Attila, lui ne ha più di uno davanti”

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Vaticano, chiuso il concistoro dei cardinali

Telegiornale 08.01.2026, 20:00

  • Keystone
Di: Telegiornale-Claudio Bustaffa/Spi 

Papa Leone li ha richiamati tutti a Roma, per il concistoro straordinario di due giorni, conclusosi giovedì. Si è trattato della riunione degli stessi cardinali che lo scorso maggio lo hanno eletto Pontefice. Gli stessi che avevano in mente il compito del successore di Francesco. “Uno dei mandati del conclave era di far iniziare il papato alla più bassa temperatura possibile e al minor livello di esibizione possibile”, spiega al Telegiornale Alberto Melloni, storico della cristianesimo all’Università di Modena e Reggio Emilia. “Leone è stato in questo perfettamente aderente. Tant’è che molti si chiedono, quando comincia il pontificato. Perché la sensazione è infatti che il Papa abbia adempiuto a quella che era un’agenda bergogliana, ma non abbia ancora iniziato la sua”.

È per questo che tutti i riflettori sono ora puntati sul concistoro, momento di dialogo e riflessione sul futuro della Chiesa. Il Papa, ricorda Melloni, “ha posto quattro temi che danno l’idea di quello che potrebbe essere, e che è senz’altro, la sua agenda interiore del pontificato. E cioè, la missionarietà; il rapporto tra Chiesa universale e Chiesa particolare; la sinodalità e, infine, il tema tradizione-liturgia. Vedremo come i cardinali risponderanno e se risponderanno”.

Ma c’è anche l’urgenza di confrontarsi con un mondo in profonda evoluzione. “Un mondo nel quale è tornato di moda il ‘grande spazio’ di Carl Schmitt. L’idea che i grandi poteri hanno bisogno di grande potenza e di grande spazio e se non glielo danno se lo prendono. Può essere l’Ucraina, il Venezuela, la Groenlandia, Taiwan o qualsiasi altro Paese... In questo tipo di mondo la Chiesa ha un’enorme responsabilità perché è l’unica comunità planetaria che si può contrapporre a questi grandi poteri. Questa è la sfida di Leone. Un suo predecessore ha fermato Attila, lui ne ha più di uno davanti e vedremo che cosa farà”.

C’è ora massima attenzione sulle prossime mosse del Papa, soprattutto c’è attesa per le nomine dei capidicastero in scadenza. “Dovrà - fa notare lo studioso - ridisegnarsi una Curia della quale lui si fida molto. Questa è l’altra grande caratteristica di questo pontificato. Wojtyla non amava la Curia e le girava alla larga; Ratzinger non amava la Curia, standole il più distante possibile, al punto che alla fine gli si è ribellata contro; Francesco non amava la Curia e la bastonava tutte le mattine che Dio mandava in Terra. Leone, invece, dice, e lo ha detto anche all’inizio, che domandava consigli per sé e per la Curia, come se fossero una cosa sola. Ma per farlo ha bisogno di uomini che siano suoi e che esprimano una sua linea, non semplicemente la loro. Altrimenti è il Papato che viene ad essere frammentato e non semplicemente il governo centrale della Chiesa

Papa Leone lo ha ripetuto più volte ai cardinali, bisogna lavorare insieme. “L’unità attrae, la divisione disperde” dice. Il Concistoro di oggi potrebbe essere un modello del metodo di lavoro che ha in mente il Pontefice.

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