Il Senato statunitense, a maggioranza Repubblicana, ha approvato la risoluzione per impedire al presidente Donald Trump di intraprendere ulteriori azioni militari contro il Venezuela senza l’autorizzazione del Congresso.
Con 52 voti a favore e 47 contrari i senatori hanno inflitto un colpo al presidente. Cinque repubblicani hanno votato insieme ai democratici per limitare Trump. Il provvedimento va ora alla Camera, dove la strada appare più in salita, con i Repubblicani che hanno la maggioranza, anche se risicata.
In precedenza Trump aveva annunciato - secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg - che avrebbe messo il veto qualora la risoluzione sui poteri di guerra in Venezuela fosse stata approvata.
I 5 repubblicani che hanno votato con i Democratici sono Rand Paul, Todd Young, Lisa Murkowski e Josh Hawley. “Il Congresso deve far valere la sua autorità in materia di guerra anche quando un’operazione militare ha successo, altrimenti di rischia che il Paese sia governato in stato di emergenza”, ha detto il senatore conservatore Rand Paul, che aveva votato a favore anche di altre risoluzioni per limitare i poteri di guerra di Trump presentate dai Democratici negli ultimi mesi in risposta ai raid USA contro le navi. L’attacco in Venezuela ha sollevato polemiche al Congresso con i Democratici e alcuni Repubblicani profondamente contrari.
Caracas annuncia liberazione di diversi detenuti, anche stranieri
Intanto il presidente dell’Assemblea del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha annunciato giovedì la “liberazione di un numero importante di detenuti venezuelani e stranieri”. Rodríguez ha affermato che la decisione è stata presa in modo “unilaterale” dal governo di Caracas con l’obiettivo di “favorire e raggiungere la pace”.
Un annuncio che riguarda anche l’Italia, perché tra i nomi dei rilasciati c’è quello dell’imprenditore Luigi Gasperin: una svolta che riaccende le speranze per Alberto Trentini, da oltre 400 giorni nelle carceri di Caracas, e per gli altri connazionali reclusi nel Paese sudamericano, come il commercialista piemontese Mario Burlò e Biagio Pilieri, giornalista con doppio passaporto.
Un annuncio che ha subito riacceso le speranze in Italia per la sorte di Alberto Trentini, da oltre 400 giorni nelle carceri di Caracas. Ma anche per quella degli altri oltre 25 connazionali reclusi nel paese sudamericano. Tanto più che sono arrivate già notizie sul rilascio di alcuni cittadini europei: cinque spagnoli, come confermato dal governo di Madrid.
Il primo governo europeo a esprimersi dopo l’annuncio di Caracas è stato quello spagnolo: il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha iniziato a confermare, seppur “con molta cautela”, che ci sarebbero stati “connazionali liberati dalle autorità venezuelane”. Poi a stretto giro è arrivata la nota ufficiale del suo dicastero:
“Il governo spagnolo accoglie con favore la liberazione avvenuta oggi a Caracas di cinque spagnoli, uno dei quali con doppia cittadinanza, che si stanno preparando a partire”. Secondo la tv pubblica Tve, due di loro erano stati accusati di essere agenti dell’intelligence spagnola e di far parte di una cospirazione per uccidere Maduro organizzata dalla Cia.

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