Centinaia di manifestanti che protestavano contro un film statunitense su Maometto, giudicato blasfemo, hanno preso d'assalto l'ambasciata USA a Sanaa, capitale dello Yemen. Sfollati una prima volta dalla polizia, sono ritornati qualche ora più tardi ma questa volta 1 manifestante è rimasto ucciso e 5 feriti.
Questa mattina la polizia ha sparato in aria per cercare di disperdere la folla ma senza riuscirci. I manifestanti sono quindi entrati nel cortile dell'ambasciata e hanno dato alle fiamme diversi veicoli. Dopo alcune notizie generiche di vittime sia fra le guardie che fra i manifestanti la stessa ambasciata americana ha comunicato che nessuno è rimasto ferito o ucciso nell'assalto. Nel corso della mattinata le forze dell'ordine hanno in effetti ripreso il controllo della situazione allontanando i manifestanti dall'ambasciata.
Gallery image - Assalto all'ambasciata USA di Sanaa
Il secondo assalto
Nel pomeriggio un gruppo meno cospicuo di manifestanti ha fatto ritorno davanti all'ambasciata statunitense cercando di penetrarvi un'altra volta ma la polizia ha aperto il fuoco uccidendo un manifestante e ferendone altre 5. Il presidente yemenita ha presentato le scuse al governo di Washington per l'assalto all'abasciata ed ha ordinato l'apertura di un'inchiesta.
I precedenti
L'altro ieri, martedì 11 settembre, il ministro della Difesa yemenita, Mohamed Nasser Ahmed, è scampato a un attentato compiuto con un'autobomba nel centro di Sanaa in cui sono morte 12 persone. L'attentato è stato compiuto a 200 metri dall'ingresso della sede del Consiglio dei ministri, vicino al muro di cinta della radio pubblica.
L'uccisione del numero 2 di al Qaida nello Yemen
Il 10 settembre il ministero della Difesa yemenita aveva comunicato l'uccisione di Said al-Shehri, un saudita considerato dal governo di Sanaa il numero 2 di al Qaida nello Yemen, nel corso di un'operazione dell'est nella regione orientale di Hadramout. Nell'operazione sono stati uccisi anche altri 6 miliziani di AQMI (Al-Qaida nella penisola arabica).
Rientra la protesta al Cairo
Fitto scambio di lanci di sassi e gas lacrimogeni tra manifestanti e forze dell'ordine nel grande viale tra l'ambasciata USA e Piazza Tahrir. La strada è lastricata di sassi, l'accesso all'ambasciata è bloccato dal filo spinato e all'interno di quella che ormai è diventata una zona verde presidiata in massa dalle forze dell'ordine restano gli scheletri di due furgoni incendiati della polizia dopo gli scontri di questa notte. Non ci sono più manifestanti davanti l'ambasciata USA.
Pacco sospetto a Berlino
Il consolato statunitense a Berlino è stato parzialmente evacuato a cusa di un plico postale sospetto. Secondo i vigili del fuoco 3 uomini hanno avvertito difficoltà respiratorie dopo aver aperto il plico, nel quale era contenuta una sostanza
sospetta.









