In un clima quasi solenne è cominciata, a Vienna, la fase finale delle contrattazioni sul nucleare iraniano. L’accordo, discusso ormai da mesi, prevede che Teheran non possa più arricchire l’uranio che potrebbe venir usato per creare la bomba atomica. In contropartita, cadrebbero le sanzioni sul commercio di petrolio.
Il ministro degli esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha ribadito ai rappresentanti del gruppo “5+1” (Cina, Francia, Russia, Stati Uniti e Germania) che il suo paese non ha nessun interesse per le armi nucleari, ma che non è disposto a rinunciare al suo programma, fonte di “fierezza nazionale”.
“È ora di concludere”
Le parti potrebbero prolungare le discussioni oltre il 20 luglio, ma non sembra questa la volontà che regna nella capitale austriaca. Almeno pubblicamente, entrambi i fronti hanno dichiarato di voler raggiungere un accordo, che ridurrebbe il rischio di una corsa agli armamenti nella regione e che potrebbe favorire le relazioni tra Occidente e repubblica islamica, in funzione di un’alleanza che fronteggi l’avanzata jihadista in Iraq.
AFP/FrCa





