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Benjamin Netanyahu fa marcia indietro

Il premier israeliano annulla il contestato progetto di nuove case per i coloni nei territori occupati

  • 13.11.2013, 01:19
  • 4 maggio, 12:04
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  • KEYSTONE

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annullato il progetto di costruzione di 20'000 nuovi alloggi per i coloni in Cisgiordania.

Il primo ministro ha ordinato al responsabile dell’Edilizia del Governo, il ministro Uri Ariel, di riconsiderare le misure concernenti la pianificazione di queste case. Misure "prese senza coordinazione preliminare", si precisa in un comunicato ufficiale diffuso martedì sera.

"Si tratta di un'iniziativa che non contribuisce agli insediamenti, ma che al contrario rappresenta un danno", ha dichiarato Netanyahu all'indirizzo del ministro, ricordandogli che, come membro dell'esecutivo, la sua azione "deve essere coordinata e avere il beneficio della riflessione".

Le parole del premier suonano quindi come un'aperta sconfessione nei riguardi del ministro Ariel, il quale appartiene ad una formazione di destra molto vicina alla lobby dei coloni.

L’annuncio di questo nuovo piano di edificazione aveva suscitato la severa reazione della dirigenza palestinese che aveva minacciato di ricorrere al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas era intervenuto sulla vicenda annunciando che “se Israele non fosse ritornato sulle proprie decisioni, questo sarebbe stato l’annuncio ufficiale della fine del processo di pace.

Una richiesta ufficiale di spiegazioni ad Israele era stata espressa anche dagli Stati Uniti che si sono detti “profondamente preoccupati” per il programma di nuove costruzioni da erigere nei territori occupati.

Red.MM/AFP/ANSA/sdr/ARi

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