Silvio Berlusconi, condannato a quattro anni di carcere per frode fiscale giovedì, nel corso della riunione dei gruppi PdL a Camera e Senato, ha affermato che il partito deve chiedere "al più presto le elezioni per vincere", ma ha precisato, non nell'immediato. Il Cavaliere avrebbe inoltre chiesto una riforma della giustizia, senza la quale si dovrebbe andare al voto.
Intanto, sempre durante lo stesso incontro, i parlamentari hanno consegnato le dimissioni ai due capigruppo, i quali le trasmetteranno al capo dello Stato Giorgio Napolitano, in vacanza fino a lunedì. Al presidente della Repubblica inoltre Renato Brunetta e Renato Schifani chiederanno la grazia per il Cavaliere.
Se il Colle non dovesse concederla, il PdL, secondo indiscrezioni, minaccerebbe di lasciare Parlamento e Governo.
Dubbi sulla procedura di domanda di grazia
Sul sito de La Repubblica si sottolinea però che è la legge a stabilire la procedura per un tale atto. Alcuni blogger, in particolare sul sito Polisblog, hanno attirato l’attenzione sul fatto che, come recita l’articolo 681 del codice di procedura penale: “La domanda di grazia (…) è sottoscritta dal condannato o da un suo prossimo congiunto” e che deve essere presentata, non al Presidente della Repubblica ma “al Ministro di giustizia”. I due capigruppo non avrebbero quindi la possibilità di chiedere la grazia per Silvio Berlusconi.
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