Joe Biden pensa di recarsi a Kiev in tempi brevi. La notizia è giunta da Washington venerdì notte: che l'inquilino della Casa Bianca starebbe infatti valutando concretamente l'ipotesi di volare nella capitale ucraina, come ha confermato lui stesso con un "sì" allla domanda dei giornalisti che gli chiedevano se "fosse pronto ad andare in Ucraina". Biden tornerebbe così in Europa tre settimane dopo la visita in Polonia, a poca distanza dalla frontiera con il territorio ucraino.
E sempre con i media, a commento delle minacce russe di colpire ovunque siano i convogli di armi o di dotazioni occidentali destinati a Kiev, il capo di Stato americano ha tagliato corto: "Ogni tentativo della Russia di ostacolare il trasferimento di armi all'Ucraina rischia di innescare un'escalation”.
Giovedì sera c’è inoltre stata un’altra telefonata tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il suo omologo francese Emmanuel Macron. Il colloquio si è incentrato sulla richiesta di equipaggiamento militare da parte dell'Ucraina e sugli sviluppi della situazione a Mariupol. Zelensky - ha fatto sapere la presidenza francese - ha "ringraziato la Francia per le consegne di armi già effettuate, il cui valore ammonta a cento milioni di euro, mentre Macron ha ribadito il sostegno e la solidarietà della Francia "di fronte agli spaventosi crimini commessi contro i civili” e "confermato la determinazione" nel sostenere "il lavoro della giustizia internazionale nella raccolta di prove, di definizione dei fatti e di lotta contro l'impunità".
Macron su Twitter ha del resto segnalato che i pompieri e i servizi di soccorso francesi hanno spedito 24 ambulanze e autocarri di servizio, oltre a 50 tonnellate di equipaggiamento d'emergenza. Ricordando che si tratta del secondo convoglio simile in un mese, il presidente francese sottolinea che tale materiale arriverà in Ucraina già nelle prossime ore.
L’ex legale e attore, nel frattempo, non ha raffreddato i toni con Berlino, affiancandola a Budapest come esempi negativi di coloro che impediscono un concreto ed efficace embargo europeo sugli idrocarburi russi. Zelensky ha accusato direttamente Germania e Ungheria di guidare l'opposizione all'embargo totale e garantire introiti miliardari a Mosca.
Lo stesso presidente russo Vladimir Putin però, al di là dei trionfalismi di facciata, è ben consapevole che lo scenario potrebbe cambiare in fretta e non in positivo per Mosca. "Dobbiamo presumere che in futuro le consegne in Occidente diminuiranno", ha ammesso giovedì parlando con i suoi ministri.
Intanto non si spengono gli echi dell'affondamento della nave ammiraglia della flotta russa nel Mar Nero, l’incrociatore “Mosca”, colato a picco giovedì sera dopo esser stato gravemente danneggiato da esplosioni e roghi a bordo. Il Cremlino conferma che si è trattato di un incidente avvenuto a bordo e Kiev invece sottolinea di avere centrato l’imbarcazione, ancora di fabbricazione sovietica, mentre era in alto mare, a 100 km da Odessa, con il lancio di missili.
L'ammissione della perdita dell’incrociatore missilistico, divorato dalle fiamme, arriva dal Ministero della Difesa di Mosca, secondo il quale "ha perso stabilità a causa dei danni allo scafo ed è affondato mentre veniva rimorchiato durante una tempesta".




