Il terrorismo nucleare è “la minaccia più immediata per la sicurezza mondiale” secondo Obama che, al termine del vertice sulla sicurezza nucleare tenutosi lunedì e martedì all’Aia si è detto più preoccupato della possibilità che una bomba atomica esploda a Manhattan che delle attuali tensioni con la Russia. Uno dei temi centrali del summit è stato infatti la riduzione della possibilità che l’arma nucleare cada nelle mani sbagliate.
“Invitiamo i paesi a diminuire il più possibile le loro scorte di uranio fortemente arricchito e a mantenere al minimo quelle di plutonio separato”, si legge nel comunicato rilasciato alla fine del vertice. L’incontro si è in questo modo spinto più lontano del precedente, tenutosi a Seoul nel 2012. Il prossimo avrà luogo a Chicago nel 2016.
Durante la conferenza stampa il premier olandese Mark Rutte ha affermato che sono state adottate “misure importanti” per il raggiungimento degli obiettivi fondamentali dell’incontro: ridurre il numero di materiale nucleare pericoloso, migliorarne la sicurezza e rinforzare la cooperazione internazionale.
ats/afp/ZZ
Più cooperazione, ma non tutti soddisfatti
Dei 50 paesi partecipanti, 35 si sono impegnati ad adottare standard più severi e a rafforzare la loro collaborazione ma c’è chi si dice ancora perplesso. Miles Pomper, esperto del centro James Martin per la non proliferazione, si dice deluso del fatto che Russia, Cina , Pakistan e India non abbiano sottoscritto il testo. Secondo lui il passo più importante è stato fatto dal Giappone, che si è impegnato a restituire più di 300 kg di plutonio e 200 kg di uranio fortemente arricchito agli Stati Uniti che glieli aveva forniti per delle ricerche durante la Guerra fredda.
Il presidente della Confederazione Didier Burkhalter, invece, si è detto dispiaciuto che la questione del disarmo nucleare non sia stata messa all’ordine del giorno. “Il legame tra sicurezza e disarmo è evidente”, ha detto.




